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Giovanni Pascoli con Giuseppe Antonelli

“Per l’attività di filologo, di studioso di Pascoli, non dobbiamo pensare allo scrittore come un polveroso accademico; proprio i suoi libri conservati a casa Pascoli, le sue note di lettura, le sue osservazioni, le sue sottolineature hanno dato modo ai filologi degli ultimi anni di ricostruire una cultura di Pascoli molto aperta a quello che stava succedendo in Europa.”

Così Giuseppe Antonelli nella puntata di Storie della Letteratura, il programma di Rai Cultura diretto da Silvia Calandrelli e in onda su Rai Storia, ricostruisce la figura di Giovanni Pascoli lontana dall’immagine stereotipata del poeta degli affetti e dei lutti familiari, evidenziandone la modernità linguistica e culturale. “Un poeta per il futuro”: questo, a suo parere, il vero profilo pascoliano e i suoi versi, fondamentali per gli sviluppi della poesia del Novecento italiano, stanno lì a dimostrarlo.

Registrata a Casa Pascoli a Castelvecchio, la casa che Giovanni Pascoli abitò con la sorella Maria dal 1895 fino alla morte, avvenuta nel 1912, la puntata ricostruisce la “rivoluzione consapevole” portata da Pascoli nel linguaggio poetico della tradizione. Giuseppe Antonelli sceglie la poesia L’Assioulo, tratta dalla raccolta Myricae, per esemplificare i tratti di modernità di Pascoli, la sua poetica tutta basata sul “vedere e ascoltare”. E si sofferma su un aspetto meno noto del personaggio: il periodo socialista e anarchico, che ritardò il compimento degli studi e portò Pascoli a subire la prigione. Antonelli approfondisce infine i rapporti tra Pascoli e due illustri contemporanei a cui è molto legato: Carducci e D’Annunzio. Prendendo le distanze da entrambi, Pascoli sostiene che il poeta non deve essere né artigiano, né orafo, ma solo poeta. Come lui stesso scrive in Un poeta di lingua morta: “il poeta, sapete, è quasi un creatore, poiché è colui che con le parole — fiat lux — illumina d’un tratto l’oscurità che ne circonda”.

Un viaggio attraverso i testi e i luoghi pascoliani (la famosa stanza delle tre scrivanie, l’altana, la biblioteca) per riscoprire un grande poeta e un grande teorico della letteratura.

 

Giovanni Pascoli nasce a San Mauro di Romagna il 31 dicembre 1855. Suo padre, amministratore della tenuta dei principi Torlonia, viene ucciso il 10 agosto 1867. Dal 1873 si trasferisce a Bologna a studiare lettere, allievo di Giosuè Carducci. Amico di Andrea Costa, aderisce ai primi movimenti socialisti. Si laurea nel 1882 con una tesi su Alceo; insegna a Matera, Massa, Livorno, Bologna, Messina, Pisa. Nel 1891 esce la prima edizione di Myricae. Nel 1904 pubblica i Poemi Conviviali e l'edizione definitiva dei Primi poemetti. Nel 1905 succede a Carducci nella cattedra bolognese di letteratura italiana. Nel 1906 escono Odi ed inni, nel 1909  Nuovi poemetti e Le canzoni di re Enzio. Dall'estate del 1895 si stabilisce con la sorella Maria nella casa di Castelvecchio (nel comune di Barga) e qui viene seppellito alla sua morte, avvenuta il 6 aprile 1912.   

Storie della Letteratura è un programma di Isabella Donfrancesco e di Alessandra Urbani, produttore esecutivo Annalisa Proietti, regia di Laura Vitali. 

 

La puntata su Giovanni Pascoli è di Federica Velonà.