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A dieci anni dalla strage di Beslan: il romanzo di Tarabbia

Fra il 1º e il 3 settembre 2004 nella scuola Numero 1 di Beslannell'Ossezia del Nord, una repubblica della federazione russa, un gruppo di trentadue separatisti ceceni occupò l'edificio scolastico sequestrando circa milleduecento persone fra adulti e bambini. Tre giorni dopo, quando le forze speciali russe fecero irruzione, ci fu un massacro che causò la morte di trecentoquattro persone, di cui la metà bambini. In Il demone a Beslan, pubblicato da Mondadori, Andrea Tarabbia dà voce al personaggio di Marat Bazarev, l’unico sopravvissuto del commando che ha preso in ostaggio la scuola: è in prigione e riceve le visite di due fantasmi, il bambino Petja e il vecchio Ivan, rispettivamente testimoni dell’evento dall’interno della scuola e dal suo esterno, offrendo così un punto di vista tridimensionale. Tarabbia conduce il lettore nella testa di Marat e dei suoi compagni, racconta la disperazione che provano di fronte all’indifferenza con cui il mondo assiste al loro massacro da parte dei russi, i lutti orrendi che hanno subito da quando erano piccoli. Le milizie russe in Cecenia gettano granate sui villaggi, torturano gli abitanti casa per casa, stuprano le donne davanti ai loro uomini, sventrano quelle incinte, falcidiano con i mitra i bambini. Un’intera generazione e’ cresciuta così, convivendo con la morte, la violenza, la paura, l'odio. Nell’intervista Andrea Tarabbia racconta che nel settembre del 2004 rimase incollato davanti alla tv per capire cosa stesse succedendo nella scuola di Beslan e di essersi poi documentato a lungo sulle cause di quel terribile gesto, leggendo tutto ciò che poteva in italiano, inglese  russo. Qualche anno dopo maturò l’idea di raccontare Beslan, con l’intento principale di provare a riflettere su un fatto così terribile, sul male che lo ha causato e sul male che ha provocato. Per Tarabbia la scrittura è innanzi tutto testimonianza: in questo senso assumono rilevanza le pagine dedicate all'incontro in carcere tra il terrorista e il prete che legge il suo memoriale e attraverso questo riesce ad accostarsi a lui.  

 Andrea Tarabbia è nato a Saronno nel 1978. Ha pubblicato i romanzi La calligrafia come arte della guerra, 2010 e Marialuce, 2011, il saggio Indagine sulle forme possibili, 2010 e l'e-book La patria non esiste, 2011. Scrive sulla rivista "Il primo amore". Suoi articoli sono apparsi su "Liberazione", "Nuovi Argomenti", "Quaderni di rassegna sindacale", "Nazione Indiana".

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