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Antonio Pennacchi: il mio nuovo romanzo

Non è facile tornare a scrivere dopo Canale Mussolini, il romanzo in cui Antonio Pennacchi ha raccontato l’epopea della famiglia Peruzzi, mezzadri veneti giunti in terra pontina come pionieri e, attraverso questa epopea, eventi fondamentali della storia italiana del Novecento: l’ascesa del fascismo, il suo consolidamento, la guerra, la disfatta, l’arrivo degli Alleati. A distanza di due anni da quel libro, vincitore del premio Strega e paragonato ai Promessi Sposi di Manzoni, Pennacchi è all’opera con un romanzo tutto diverso, o forse no. Si intitola Cronache da un pianeta abbandonato e il 1° agosto il suo autore ha deciso di condividerne la lettura con amici e estimatori, riuniti nella libreria Piermario di Latina. Con lo stile dissacrante che gli è proprio, Antonio Pennacchi si è poi soffermato con noi su vari temi: la lettura in pubblico, l’editing collettivo, le storie della sua gente, la fantascienza, i libri che ha amato e che lo hanno aiutato nel suo percorso di scrittore.  

Antonio Pennacchi nasce a Latina il 26 gennaio 1950 da una famiglia di contadini trasferitasi dal Veneto nell’Agro Pontino all’epoca della bonifica, padre umbro e madre veneta. Vive la stagione del Sessantotto. Per una quarantina d’anni fa l’operaio e partecipa attivamente alla vita sindacale. Dopo un travagliato periodo di militanza politica, intraprende gli studi di lettere durante un periodo di cassa integrazione e si laurea con una tesi su Benedetto Croce. Il suo primo romanzo, Mammut, riceve, prima di essere pubblicato nel 1994, numerosi rifiuti, poi vince il Premio del Giovedì. Nel ’95 è la volta di Palude. Storia d’amore, di spettri e trapianti, Premio Pisa. Nel ’98 esce Una nuvola rossa, in cui Pennacchi narra una vicenda ispirata al delitto dei fidanzatini di Cori, avvenuto un anno prima. Nel 2003 vede la luce Il fasciocomunista, che riceve il Premio Napoli e ispira il film diretto da Daniele Luchetti “Mio fratello è figlio unico”. Seguono i saggi Viaggio per le città del Duce (2003) e L’autobus di Stalin (2005). Nel 2006, tornando ai temi della fabbrica e della vita operaia, pubblica i racconti di Shaw 150. Storie di fabbrica e dintorni. Il saggio Fascio e Martello (2008) descrive le città di fondazione del fascismo in Italia. E nell’Agro Pontino, dove lo scrittore risiede nella casa costruita con le sue mani, è ambientato Canale Mussolini (2010). Con questo romanzo vince la LXIV edizione del Premio Strega. Nel 2011 ripubblica il romanzo Mammut 

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