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Aurelio Picca racconta gli anni Sessanta

Addio, il nuovo libro di Aurelio Picca, ha molte affinita’ con Tuttestelle, romanzo dello stesso autore del 1998. Il Carlo di Addio, come l’Alfredo di Tuttestelle, vive negli anni sessanta il passaggio cruciale dall’infanzia all’adolescenza, ponendosi come controfigura dello scrittore. E gli anni sessanta sono il vero protagonista del romanzo: sono gli anni dell’innocenza personale e di quella storica (l’Italia era allora molto diversa da come poi e’ diventata). Picca mette in scena motociclisti, pugili, giocatori di biliardo tra suggestioni provenienti dalla musica pop e dalla pop art; esclude quasi del tutto dal suo raggio visivo la politica; da’ spazio alla cronaca nera nei suoi episodi piu’ violenti e traumatizzanti per l’intero paese. Con uno stile personalissimo ricostruisce un’epoca, le dice addio quasi per trattenerla, per non farla andare via per sempre.

Aurelio Picca è nato a Velletri. Per punizione è il debutto poetico (1990). Seguono i racconti di La schiuma e I racconti dell’eternità. Del 1995 è il romanzo L’esame di maturità (Giunti, Rizzoli 2001), seguito da I mulatti (Giunti 1996), e infine per Rizzoli da Tuttestelle, Bellissima, Sacrocuore, Via Volta della Morte, Se la fortuna è nostra. Del 2011, il poemetto L’Italia è morta, io sono l’Italia (Bompiani). Ha scritto di cinema, arte, letteratura, cronaca, costume. 

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