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Bambini a metà. I figli della `ndrangheta di Angela Iantosca

Della ’ndrangheta, degli uomini e delle donne che ne fanno parte si sa molto di più rispetto al passato. Ma c’è una grande lacuna, ieri come oggi, e riguarda i figli. Bambini cresciuti in un clima di violenza, omertà e sopraffazione: uno sfondo costante, un destino già stabilito, al quale difficilmente possono opporsi. Bambini che invece di giocare vanno a trovare il padre nascosto in un bunker, invece di sbucciarsi le ginocchia imparano a sparare. Bambini che poi crescono e, a 14 anni, non corteggiano le amiche a scuola, ma vengono affiliati con il rito del battesimo per poter diventare futuri uomini d’onore. Una domanda è d’obbligo: se conoscessero un altro modo di crescere cosa accadrebbe? E cosa è accaduto a chi ci ha provato?

Con Bambini a metà. I figli della ’ndrangheta (Giulio Perrone Editore) Angela Iantosca dà una risposta a questi interrogativi ricostruendo le azioni del Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria in grado, forse, di riacciuffare queste esistenze a metà. Spesso la soluzione è l’allontanamento dal contesto familiare. Una scelta dura, ma a volte obbligata. Una rassegna di storie che ci fa comprendere quanto sia difficile, in determinati contesti educativi e in un’Italia ancora soggiogata dalla mafia, vivere persino un’infanzia normale.

Angela Iantosca è nata a Latina e vive a Roma. Laureata in Scienze Umanistiche, dal 2003 è giornalista e collabora con diverse testate nazionali. Da settembre 2014 è inviata de La Vita in Diretta. Ha pubblicato Onora la madre. Storie di ’ndrangheta al femminile (Rubbettino, 2013) e il racconto “L’urlo del Leone” nella raccolta Siria. Scatti e Parole (Miraggi Edizioni, 2014).

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