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Bianca Pitzorno, Il sogno della macchina da cucire

Dedicato alle sartine di un tempo, ma anche a quelle del Terzo Mondo che passano infinite ore nelle loro fabbriche-carcere, Il sogno della macchina da cucire di Bianca Pitzorno (Bompiani) è la storia di una bambina di fine Ottocento, rimasta orfana dei genitori, che cresce con la nonna e impara da lei a cucire. Alla morte della nonna, la sartina sedicenne rimane sola, ma può contare sull’appoggio di Ester, la sua prima cliente, una giovane colta e generosa, rimasta terribilmente delusa dal marchese che ha sposato. Tra i lavori trovati dalla protagonista ci sono quelli per la famiglia di un avvocato spilorcio che fa finta di far arrivare i vestiti di moglie e figlie dalla Francia e per un’americana emancipata che fa una brutta fine. Non mancano nella vita della sartina una piccola protetta, Assuntina, a cui muore la madre di tubercolosi e un pretendente altolocato, Guido, studente di ingegneria che perde la testa per lei. Tra un punto e l’altro la ragazza impara a leggere e scrivere, si abbona alla biblioteca, si appassiona all’opera. Un inno all’indipendenza delle donne, che è una conquista pratica ma soprattutto una conquista interiore.

 

Con Bianca Pitzorno abbiamo parlato delle ricerche sulle case chiuse che l'hanno spinta a interessarsi ai destini delle sartine di inizio Novecento, della galleria di donne presentata nel libro (tutta ispirata a persone realmente vissute) e infine dell'importanza e dei rischi dell'acculturamento.

 

Bianca Pitzorno nasce a Sassari nel 1942. Si laurea in Lettere Classiche, e fa un master in Cinema e Televisione presso la Scuola Superiore delle Comunicazioni Sociali di Milano. Per sette anni è funzionaria presso la RAI di Milano, addetta alla produzione di programmi televisivi culturali e per ragazzi. Collabora con la Televisione della Svizzera Italiana. Lavora anche come archeologa, autrice di testi teatrali, sceneggiatrice cinematografica e televisiva, paroliera e insegnante. Fa una breve esperienza di editor presso la casa editrice Sonzogno Bompiani. Dal 1970 al 2011 pubblica circa cinquanta tra saggi e romanzi, per bambini e per adulti, che sono stati tradotti in moltissimi paesi d'Europa, America e Asia. Ha tradotto Tolkien, Sylvia Plath, David Grossman, Enrique Perez Diaz, Töve Jansson, Soledad Cruz Guerra e Mariela Castro Espìn. Vive a Milano. Frequenta assiduamente Cuba e collabora con le istituzioni culturali di quell'isola. Dal 2004 si dedica esclusivamente ai libri per adulti. Tra i suoi titoli più noti: La bambina col falcone 1982; Vita di Eleonora d'Arborea, 1984 e 2010; Ascolta il mio cuore, 1991; Tornatras, 2000; La bambinaia francese, 2004; La vita sessuale dei nostri antenati (spiegata a mia cugina Lauretta che vuol credersi nata per partenogenesi) 2015.

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