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Carlo D`Amicis: La guerra dei cafoni, dal libro al film

In queste giorni esce nelle sale italiane il film La guerra dei cafoni tratto dal romanzo del 2008 di Carlo D’Amicis, edito da minimum fax. Al centro del libro c’è un’estate del 1975 in cui a Torrematta (immaginario paese del Salento) un gruppo di quattordicenni sfida un gruppo di coetanei. Da una parte “li signuri” che lì vanno in vacanza, dall’altra “li cafuni” che ci vivono. Il narratore è il bellicoso Angelo Conteduca, detto Francisco Marinho (dal nome di un calciatore brasiliano) dai suoi amici e il Maligno dai suoi nemici; il suo avversario, Scaleno, è figlio di un pescatore di frodo, ha un dente d’oro, una cicatrice e persino dei tatuaggi. Angelo è fidanzato con Sabrina Scopainculo, una bionda impettita, ma a turbarlo nelle sue certezze è Mela, la sorella di Tonino Lo Storduto: le leggi dell’attrazione contraddicono quelle della contrapposizione di classe. Lo scontro tra le due bande si dipana per tutto il libro tra momenti di violenza gratuita (lancio di meduse, di palle di sabbia con dentro ricci di mare, scazzottate e spinte) e sorprese varie. Con Carlo D’Amicis abbiamo parlato degli spunti autobiografici della Guerra dei cafoni, dei suoi temi, e del passaggio dal libro al film che lui ha seguito nelle varie fasi collaborando alla sceneggiatura.


La guerra dei cafoni è diretto da Lorenzo Conte e Davide Barletti (già registi di Italian Sud Est e Fine Pena Mai), prodotto da minimum fax media e distribuito da Ismaele Film. Dopo il festival di Rotterdam, sarà ad Open Roads, nelle giornate del cinema italiano al Lincoln Center a New York, e poi ai festival Bafici di Buenos Aires, alle giornate del cinema italiano di Copenaghen e all’International Film Festival di Pechino. È il primo lungometraggio in assoluto di miminum fax media di Daniele di Gennaro.

 

Carlo D’Amicis è nato a a Taranto il 22 maggio 1964 e vive e lavora a Roma. Ha pubblicato i romanzi Piccolo Venerdì (Transeuropa 1996), Il ferroviere e il golden gol (Transeuropa 1998, selezione Premio Strega), Ho visto un re (Limina 1999), Amor Tavor (Pequod 2003), e i racconti lunghi Maledetto nei secoli dei secoli l’amore (Manni 2008) e Il grande cacciatore (:duepunti 2011). Per minimum fax ha pubblicato Escluso il cane (2006, uscito anche in Francia presso Gallimard), La guerra dei cafoni (2008, selezione Premio Strega) e La battuta perfetta (2010).

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