Seguici    
Accedi

Effettua il LOGIN

Hai dimenticato la password?
REGISTRATI ADESSO!

oppure accedi tramite...

 

Carmine Castoro: la quotidiana spettacolarizzazione del dolore

In televisione e sul web “prevale il tempo contratto, istantaneo del dettaglio morboso; o quello saponoso del flusso inarrestabile”, “manca la temporalità media, quella dell’osservazione partecipata, della raffinazione delle emozioni, delle analisi complesse, dei punti di sintesi, delle letture allargate governate dalla serietà e dalla reale competenza di chi parla”: questo il punto di partenza del saggio di Carmine Castoro, Il sangue e lo schermo, Lo spettacolo dei delitti e del terrore da Barbara D’Urso all’Isis, pubblicato da Mimesis. Muovendosi tra le riflessioni dei filosofi, i classici del cinema e le serie tv, Castoro affronta il tema della spettacolarizzazione del dolore che trova nel programma televisivo Pomeriggio Cinque (e in altri format simili) e nei filmati prodotti dai terroristi islamici due poli all’apparenza dissimili ma convergenti nei risultati. “Nell’ostentazione e nell’iper-radiografia delle lacrime e delle tribolazioni altrui, la televisione non rimanda un pensiero recondito né un ipertesto fenomenologicamente avveduto, né un vero tessuto narrativo. Ma solo lo choc emotivo dello spettatore come messa in scena di una partecipazione, più o meno vergognosa, più o meno impaurita o schifata”. Come uscire da questo vicolo cieco imboccato dai mezzi di comunicazione è uno dei punti affrontati da Carmine Castoro nell’intervista per Rai Letteratura.

Carmine Castoro, filosofo della comunicazione, giornalista professionista, è stato collaboratore e inviato per quotidiani e magazine nazionali. Come autore televisivo ha firmato numerosi programmi per il palinsesto notturno della RAI e per canali Sky. È professore incaricato di: Estetica dei Media alla Link Campus University di Roma; Sociologia criminale e della devianza alla Fondazione Ludes Higher Education Institution di Malta; Filosofia del crimine e Media Intelligence all’università di Foggia. Collabora con Semiotica dei media e Filosofia del Linguaggio all’università di Bari. Fra le sue opere: Crash Tv. Filosofia dell’odio televisivo (2009), Maria De Filippi ti odio. Per un’ecologia dell’immaginario televisivo (2012), Filosofia dell’Osceno televisivo. Pratiche dell’odio contro la tv del nulla (2013), Clinica della tv. I dieci virus del Tele-Capitalismo (2015). Negli ultimi anni ha collaborato in Cultura con il portale-tv del Messaggero e l’Unità. Si occupa di filosofia e media per la rivistadiscienzesociali.it e per democratica.com.

Tags

Condividi questo articolo

Inserisci il codice nel tuo articolo