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Chiara Marchelli: il dilemma del prigioniero

Il capodanno per Michele e Larissa, una coppia sulla cinquantina che vive a New York, lui professore universitario, lei casalinga, è il momento più brutto dell’anno. Il loro unico figlio, Mirko, che viveva in Italia con la moglie Caterina, si è ucciso il 31 dicembre di cinque anni prima. Le notti blu, il romanzo di Chiara Marchelli pubblicato da Giulio Perrone, affronta il tema del lutto dal punto di vista di due genitori che non riescono, a distanza di tempo, ad accettare l’accaduto. Ognuno dei due va avanti come può ma, quando si scopre che Mirko potrebbe avere avuto un figlio fuori dal matrimonio, tra i coniugi, fino ad allora solidali tra loro, si apre una frattura. Michele si aggrappa alla notizia, organizza un viaggio in Italia, si mette sulle tracce della presunta compagna; Larissa lo segue scettica e ostile. Non è un romanzo che dà spiegazioni Le notti blu, si limita a sollevare interrogativi che scuotono il lettore, se succedesse a mio figlio, se ci fosse la speranza di un nipote e poi quei martellanti perché. Perché l’ha fatto? Perché non ci siamo accorti di quanto stesse male? Perché non ci ha detto niente? Michele si occupa di teoria dei giochi, di caso e di strategie, Mirko invece si occupava di movimenti tettonici, di catastrofi naturali; il sottofondo metaforico accresce il fascino di questo libro che mette al centro il dolore e i mezzi con cui proviamo a resistergli.

Con Chiara Marchelli abbiamo parlato della costruzione di questo romanzo, dell'elusività del personaggio di Caterina, la moglie di Mirko, delle reazioni della coppia di fronte allo strazio per la morte del figlio e alla speranza di avere un nipote.

 

Chiara Marchelli è nata ad Aosta nel 1972 e si è laureata a Venezia in Lingue Orientali. Ha vissuto in Belgio e in Egitto prima di trasferirsi a New York, dove vive dal 1999. Nel 2003 ha pubblicato il suo primo romanzo, Angeli e cani (Marsilio), che ha vinto il Premio Rapallo Carige Opera Prima, e nel 2007 una raccolta di racconti, Sotto i tuoi occhi (Fazi) e, per Piemme, L’amore involontario (2014) e Le mie parole per te (2015). Dal 2004 insegna italiano, traduzione e scrittura creativa alla New York University, e collabora con varie agenzie e case editrici americane e italiane in qualità di editor, copywriter e traduttrice. Insieme a Vito Cioce ha condotto la trasmissione letteraria Plot Machine su Rai Radio 1.

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