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Colm Tóibín: perché leggere Henry James

Cade quest’anno il centenario della morte di Henry James, i cui romanzi esplorano non solo lo scontro culturale tra gli americani e la dissoluta società europea ma le contraddizioni dell'animo umano. Colm Tóibin, autore del pluripremiato romanzo The Master (pubblicato in italiano da Fazi nel 2004 nella traduzione di Maurizio Bartocci), che analizza nel dettaglio il complesso carattere di James verso la fine della sua vita, ci spiega le ragioni per cui vale la pena leggere le opere di questo scrittore.

 

Henry James nasce a New York il 15 aprile 1843 in una ricca famiglia di intellettuali: suo padre, Henry James Sr., era un grande teologo e filosofo, suo fratello William diventa filosofo e psicologo, sua sorella Alice scrittrice. Educato in America, vive dal 1868 a Parigi, Londra, Rye (nel Sussex); nel 1915 prende la cittadinanza britannica. Ha un attacco di cuore a Londra e muore tre mesi dopo il 28 febbraio 1916. La sua prima opera notevole, Watch and ward, appare a puntate sull'Atlantic Monthly nel 1871, seguita da Transatlantic sketches e passionate pilgrim (1875) e da Roderick Hudson (1876). Segue all’inizio i realisti francesi, raffigurando le ripercussioni della civiltà europea sulla vita americana. A questo periodo appartengono i suoi romanzi più popolari, tra cui: The American (1877); Daisy Miller (1879); Portrait of a lady (1881); The Bostonians (1886). La seconda fase della sua produzione è caratterizzata da temi più esclusivamente inglesi e da un raffinamento stilistico, come in The tragic Muse (1890), The spoils of Poynton (1897) e The awkward age (1899). Negli ultimi tre grandi romanzi: The wings of the dove (1902), The ambassadors (1903), The golden bowl (1904), ritorna al tema del contrasto tra mentalità americana e inglese. Due romanzi, The ivory tower e The sense of the past, cominciati nel 1914 e rimasti incompiuti, sono pubblicati postumi (1917) insieme con l'opera autobiografica The middle years. Oltre a circa cento racconti, scrive alcuni volumi di viaggi (Portraits of places, 1883; little tour in France, 1885; The american scene, 1906; Italian hours, 1909) e alcuni di critica letteraria. Compone varî drammi, molti dei quali mai rappresentati, ricavando dall'attività teatrale continue frustrazioni.small boy and others (1913) e Notes of a son and a brother (1914) rievocano la sua infanzia in America e i primi anni europei. Le sue Prefazioni critiche ai romanzi vengono raccolte in volume da R. P. Blackmur nel 1947, sotto il titolo The art of the novel (trad. it. Prefazioni, 1956; 1986). Nel 1920 appaiono due volumi delle lettere; nel 1947 i Notebooks

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