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Elio Pecora, Rifrazioni

Vi sono giorni, ore, in cui tutto è perduto,

ogni gesto inutile, risibile ogni speranza:

il corpo vuoto attende il suo disfarsi

in quel niente che tante volte s’era presentato

- ma era solo una minaccia, un’idea -

come l’ultima definitiva salute.

In quelle ore, in quei giorni ogni storia, tutte le storie

si riducono a un susseguirsi insensato

di conquiste e di perdite e l’intero pianeta

non è che l’abitacolo in rovina

di un’umanità nemica a se stessa.

( Se pure è sogno, questo è il peggiore degli incubi.)

 

 

E tutto sarebbe perduto se dal cuore chiuso

non affiorasse inattesa una nube violetta,

l’odore di un cibo, una voce al telefono,

il libro lasciato sul tavolo ancora da leggere.

Così il mondo intero si popola di storie concluse,

di passaggi, di soste, e un dio munifico

disegna nel cielo vasto e chiaro un arcobaleno.

da Elio Pecora, Rifrazioni, Mondadori.

Abbiamo incontrato il poeta per parlare della sua ventesima raccolta di versi, Rifrazioni, pubblicata da Mondadori. Abbiamo parlato con lui del concetto di rifrazioni, della ricerca del proprio posto nel mondo, della bellezza, degli amici e della funzione della poesia. 

 

Elio Pecora è nato a Sant’Arsenio (Salerno) nel 1936 e vive a Roma dal 1966. Ha pubblicato libri di poesia, di prosa, di saggistica, testi teatrali, poesie per l’infanzia. Ha curato antologie di poesia italiana contemporanea e raccolte di fiabe popolari. Ha collaborato a lungo per la critica letteraria a quotidiani, settimanali, riviste e ai programmi culturali della Rai. 

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