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Gabriella Sica: la strategia dello scoiattolo

Un libro che si interroga sugli argomenti cruciali del nostro tempo a partire dalla propria esperienza di vita, dalle letture amate e dal ricorso al mito: questo è Cara Europa che ci guardi (1915-2015) di Gabriella Sica, pubblicato da Cooper. Definito dall’autrice stessa di volta in volta un “montaggio letterario e geografico, discorsivo e visivo”, un “breve fantasioso itinerario rabdomantico”, un “collage ibrido di prose e poesia, scrittura a mano e foto”, Cara Europa racconta la Storia partendo dalle storie del nonno mandato a combattere la Prima guerra mondiale, della nonna vedova con due figlie prima dei quarant’anni, del padre soldato in Libia. Il filo rosso della riflessione di Gabriella Sica è la centralità della poesia che “non deflette, combatte, resiste. Sa di essere comunque un efficace trasporto di quel che è umano.” Apre il libro l’immagine di sé come uno “scoiattolo curioso che perlustra il bosco della vita e della storia.. non si fa intimorire dalla gazza, dal lupo o dalla volpe, dai cattivi astuti e ladri, e li affronta con gentilezza.”

 

Gabriella Sica, nata a Viterbo, vive a Roma dall’infanzia. È una delle presenze più assidue nella poesia italiana contemporanea fin da quando, alla fine degli anni ’70, ha esordito su rivista e diretto “Prato pagano”. Ha pubblicato alcuni libri in versi (il primoLa famosa vita, 1986 e l’ultimo Le lacrime delle cose, 2009, e in prosa (Emily e le Altre. Con 56 poesie di Emily Dickinson, 2010 e Cara Europa che ci guardi. 1915-2015, 2015). Sue poesie sono state tradotte in spagnolo, francese, inglese, catalano, croato, rumeno, turco olandese e persiano. Traduzioni, interviste e altre notizie si possono leggere nel sito ufficiale www.gabriellasica.com/. Nel sito, al link “i video”, si trovano informazioni sui sei video che ha realizzato per Rai Cultura, con la regia di Gianni Barcelloni, dedicati ai grandi poeti del Novecento, di cui tre (Pasolini, Ungaretti e Montale) sono pubblicati su VHS nel 2000 da Einaudi. Nel settembre del 2014, ha ricevuto il Premio Internazionale del “LericiPea” all’Opera poetica e alla Carriera.

 

La fotografia di Gabriella Sica è di Dino Ignani.

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