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Gelli legge il Giornale di guerra e di prigionia di Carlo Emilio Gadda

“Non possono riprendere vita i centomila che sono sepolti nel sacrario militare di Redipuglia, un sesto di tutti quelli che la Grande Guerra sterminò, ma per un istante - come immagina anche Guido Ceronetti in un suo scritto - sembra che i milleduecento gradini sui quali più volte è scolpita la parola "Presente", echeggino, partecipino. Non è un’esecuzione qualunque, è il concerto contro ogni guerra, che commemora l'inizio del primo conflitto mondiale”.

In occasione della visita del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Redipuglia, sacrario militare-simbolo della Grande Guerra – dove domenica 6 luglio 2014 Riccardo Muti ha diretto la "Messa da Requiemdi GiuseppeVerdi Rai Letteratura propone tre brani dal “Giornale di guerra e di prigionia” di Carlo Emilio Gadda letti dal Professore Piero Gelli.

Carlo Emilio Gadda ha 22 anni quando, dalle aule del Politecnico dove è ancora uno studente di Ingegneria, parte volontario per la Grande Guerra. Dal fronte scrive un diario, annotando con scrupolo e precisione ossessiva – e con abbozzi e disegni - tutta la sua esperienza di vita militare e di prigionia dall’agosto 1915 al dicembre 1919.

Il 30 luglio 1916 Gadda scrive: “Perché ho voluto narrare così minutamente queste sciocchezze? Perché saranno interessanti di qui a trent’anni”.

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