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Gospodinov: i morti mi hanno insegnato a leggere

"Ho imparato le lettere al cimitero di quella cittadina riarsa dal sole. Posso anche dire che la morte è stato il mio primo sillabario. I morti mi hanno insegnato a leggere." In Fisica della malinconia, il libro di Georgi Gospodinov pubblicato da Voland a cura di Giuseppe Dell'Agata, si racconta un'infanzia nella Bulgaria comunista. I propri ricordi si intrecciano con quelli dei nonni e con i miti greci (centrale nella narrazione la figura del Minotauro, vista come quella di un bambino indifeso), culminando in una celebrazione del potere delle Storie. Il protagonista, come ogni scrittore, è afflitto da empatia patologica, ossia dalla mania di calarsi nei panni degli altri, dell'uomo che ingoia una lumaca cruda e della lumaca che viene ingoiata. Un romanzo in cui si sommano tristezza e umorismo, creando un magnifico impasto. 

Georgi Gospodinov è nato a Jambol il 7 gennaio 1968. La sua carriera artistica inizia con due raccolte di poesie: Lapidarium (1992) che vince il concorso letterario nazionale per il debutto, e Il ciliegio di un popolo (1996) libro dell’anno al concorso dell’unione degli scrittori bulgari. Nel 1999 pubblica Romanzo naturale e vince il primo premio del concorso nazionale per il romanzo bulgaro contemporaneo: in seguito viene tradotto e pubblicato in Francia, Serbia, Macedonia e Repubblica Ceca. Di questo romanzo è presente una versione teatrale realizzata dal teatro “Sfumato” di Sofia. Nel 2001 pubblica la raccolta di racconti E altre storie. Lettere a Gaustin (2003) è nuovamente una raccolta di poesie. E’ redattore di “Literaturen vestnik”, critico letterario presso il BAN nell’istituto di letteratura, colonnista del giornale “Dnevnik” e professore presso la Nuova Università Bulgara. Vive e lavora a Sofia.

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