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Helen Phillips: dentro l`ufficio

Josephine ha un bisogno disperato di lavorare e accetta con entusiasmo l’impiego al Database, anche se si tratta di inserire codici astrusi in un ufficio senza finestre, e anche se qui incontra solo La Persona con l’Alito Cattivo che l’ha assunta e Trishiffanny, una donna vestita di rosa che la riempie di domande imbarazzanti. Nella Bella burocrate, tradotto da Cristina Pascotto, per Safarà a Josephine succedono le cose più strane e non solo al lavoro: lei e suo marito Joseph sono costretti a cambiare tre case e di subaffitto in subaffitto trovano sistemazioni sempre più desolate; una cameriera gentile dice di predire il futuro e poi si scopre che i suoi responsi sono uguali per tutti; Joseph scompare e ricompare… Persino la gravidanza di Josephine assume tratti inquietanti. Paragonata dai critici a Kafka, Caroll, Atwood, Orwell, Murakami, Philips gioca con le assonanze linguistiche e crea un suggestivo romanzo distopico che ci ricorda gli abissi in cui è facile cadere nelle nostre metropoli.

 

Abbiamo incontrato l'autrice a Festivaletteratura a Mantova.

Helen Phillips è nata in Colorado nel 1983. Si è laureata a Yale e al Brooklyn College, dove ora insegna. È autrice di quattro libri, il più recente dei quali è la raccolta di racconti "Some Possible Solutions", edita da Henry Holt nel 2016. Il suo romanzo "The Beautiful Bureaucrat" ("La bella burocrate"), pubblicato da Henry Holt nel 2015 e stato tradotto per la prima volta in Italia nel 2017. Vive a Brooklyn con il marito, l'artista Adam Douglas Thompson, e i loro figli.

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