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Ian Manook, Yeruldelgger, La morte nomade

Violento, umoristico, appassionante,Yeruldegger. La morte nomade di Ian Manook (pubblicato da Fazi nella traduzione di Maurizio Ferrara) è il noir che chiude la trilogia del commissario di Ulan Bator, in Mongolia. Ad apertura di libro troviamo Yeruldelgger in ritiro spirituale nel deserto, dopo che ha abbandonato la polizia stanco di violenza. A riportarlo al centro dell’azione pensano due donne: una a cui hanno rapito la figlia, l’altra a cui hanno ucciso l’amante. Manook concentra la sua attenzione sulla Mongolia delle antiche tradizioni e su quella violata dallo sfruttamento minerario; si sposta a New York, a Perth, a Parigi seguendo le sporche trame di chi sacrifica milioni di vite per interessi economici. Mette in campo Madame Sue, una cattiva elegantissima e spietatissima, e non esita a far fuori i suoi personaggi in un crescendo di tensione.

 

 

 

 

Ian Manook, giornalista, editore e romanziere, vive a Parigi. Ha esordito con Yeruldelgger, Morte nella steppa, pubblicato da Fazi Editore nel 2016, primo capitolo di una trilogia con lo stesso protagonista al quale segue Yeruldelgger, Tempi selvaggi. Yeruldelgger. La morte nomade è il terzo e ultimo capitolo della trilogia.

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