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Inedito d’autore: Matteo Bianchi in ricordo di Luigi Malerba

Matteo Bianchi, classe1987, si è laureato in Lettere Moderne a Ferrara. Ha pubblicato le raccolte Poesie in bicicletta (Este Edition, 2007), Fischi di merlo (Edizioni del Leone, 2011), con una nota di Mario Specchio, e L’amore è qualcos’altro (Empirìa, 2013), scritta a quattro mani con Alessio Casalicchio, con note di Roberto Pazzi e Giancarlo Pontiggia. È caporedattore delle Edizioni Kolibris, si occupa di ufficio stampa e collabora con il quotidiano “la Nuova Ferrara”, “Gagarin. Orbite culturali”, “SITI - Unesco World Heritage Sites Journal”, “QuiLibri”, “L’immaginazione”, e online con “Poesia 2.0” e “alleo”. Cura il blog d’autore “inedito zero” su Repubblica.it, la rubrica “La Città dei Silenzi” sull’Annuario di Tellus (LaboS Editrice), e  collabora a Punto. Almanacco della Poesia Italiana (puntoacapo Editrice). Ha fondato il Collettivo "Corrente Improvvisa" con Anna Ruotolo, di cui ha curato l'antologia Poeti di Corrente (Le Voci della Luna, 2013). È stato tradotto in inglese e in francese.

La poesia Itaca, quella volta è un inedito composto in ricordo dello scrittore Luigi Malerba (11 novembre 1927 – 8 maggio 2008) per Rai Letteratura.

 

Itaca, quella volta

 

Penelope era taciturna – sapete –,

tesseva al telaio e sorrideva dolcemente,

anche prima ch’io andassi in giro

a guerreggiare per il mondo.

Alzava quella volta gli occhi dalla trama

e mi vedeva in viaggio,

perso nei suoi pensieri.

Neanche avessi usato la scusa

delle sigarette:

un pacchetto lungo un’altra vita

incompleta, un ritorno.

 

Si allontanava con le onde

la notte prima di partire,

un ramo reciso il saluto commosso,

strozzato l’indomani dal contegno;

realizzavo cos’era essere solo.

 

Non avete idea

di quanto abbia implorato gli dei

dai ponti delle navi assediati dalle stelle,

dalle spiagge coperte e ventose,

persino in mezzo alle armi

sconosciute dei nemici,

che il silenzio caldo di casa

non si estinguesse mai.

 

Ulisse – mi assillavo –,

ma dove vai?

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