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La lottatrice di sumo. Ossessioni metafisiche nel romanzo di Giorgio Nisini

Giovanni Cadorna è un fisico alla soglia dei cinquant’anni. Dopo un divorzio e il successo raggiunto con la pubblicazione di un libro scettico sulla possibilità della vita oltre la morte, inizia a dubitare delle proprie certezze in seguito al ritrovamento di un dipinto che lo costringe a fare i conti con il passato e il ricordo di una donna, morta tragicamente più di vent’anni prima. Decisivo, all’interno di un intreccio costantemente in bilico tra ossessione e raziocinio, ragione e occulto, risulterà l’incontro con Olga, figlia dell’artista esoterico presunto autore dell’opera, che, insieme ad altre figure femminili cariche di significato, darà vigore a una storia fino allo scioglimento della vicenda personale e familiare del protagonista come del mistero legato al quadro.

Dopo i primi due libri incentrati sul dubbio, Giorgio Nisini torna a parlare di incertezza confermando a sua originale vena visionaria. La lottatrice di sumo (Fazi) è il racconto metafisico dell'amore di un Orfeo moderno.

Giorgio Nisini, nato nel 1974, è scrittore e saggista. È autore dei romanzi La demolizione del Mammut (Perrone, 2008), Premio Alvaro Opera Prima e finalista al Premio Tondelli, e La città di Adamo (Fazi, 2011), selezione Premio Strega 2011.

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