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Laura Imai Messina, Non oso dire la gioia

Non oso dire la gioia di Laura Imai Messina (Piemme) racconta di Marcel, Jean e Momoko. I primi due sono inseparabili dai tempi del liceo (il Giulio Cesare di Roma: i luoghi sono molto importanti in questo libro, i cui poli sono l’Italia e il Giappone) e finché non entra in scena Momoko, giovane interprete giapponese, Jean può illudersi che l’amicizia che Marcel gli ha sempre dimostrato evolva in un sentimento amoroso. Nel libro c’è poi un’altra storia, quella di Clara, insegnante di francese appassionata di Proust, che ha sposato un chirurgo che non ama, che si macera per il desiderio di un figlio, e che non parla con nessuno della miserevole famiglia in cui è cresciuta. Laura Imai Messina ci mostra i vari personaggi, le loro ferite ancora aperte e i sogni che li tengono in vita, poi imprime una svolta alla trama, offrendo colpi di scena a ripetizione. Un romanzo filosofico che ci fa riflettere sugli inganni della percezione, su come di noi stessi e degli altri  vediamo solo quello che vogliamo vedere e su come anche le passioni più vive siano destinate ad affievolirsi.

Laura Imai Messina è nata a Roma nel 1981, si è laureata in Lettere all’Università La Sapienza e si è trasferita a Tōkyō a 23 anni, dove ha conseguito un dottorato presso la Tōkyō University of Foreign Studies. Insegna lingua italiana all’università ed è ricercatrice di letterature comparate. Abita tra Kamakura e Tōkyō insieme a suo marito Ryúsuke e ai due figli. Da qualche anno ha creato il blog Giappone Mon Amour, il suo primo romanzo è Tokyo orizzontale.

www.lauraimaimessina.com

 

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