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Lidia Ravera, L`amore che dura

Emma e Carlo si sono amati con lo slancio dei sedici anni, si sono sposati, si sono lasciati quando i loro interessi hanno cominciato a divergere. Lui è andato a New York a fare film di successo; lei è rimasta a Roma a insegnare in periferia e a farsi carico dei problemi dei suoi alunni. In un film presentato al festival del cinema, Carlo ha raccontato la loro storia; a Emma non è piaciuto e lo ha stroncato su una rivista. Non si vedono da dieci anni; lui ha preferito ricostruire la città in uno studio piuttosto che tornare a Roma, ora è tornato e si sono dati appuntamento in un bar vicino piazza Mazzini. Lei ci va in bicicletta, portandosi dietro i diari che scriveva in quegli anni. Viene investita, cade a terra con un trauma cranico. In ospedale Carlo conosce prima Alberto, il secondo marito di Emma, un sindacalista gentile e protettivo, poi Franny la figlia che arriva dal Giappone dove era andata con una borsa di studio. Nell’Amore che dura di Lidia Ravera (Bompiani) c’è un tuffo negli anni settanta, c’è l’attrazione tra un uomo e una donna che non si spegne nonostante tutto, c’è la voglia di essere coerenti con le proprie scelte e c’è l’incoerenza che fa parte dell’essere umani. I colpi di scena non mancano. 

"Il primo atto dell’innamoramento è la sopravvalutazione dell’oggetto. Se non sei capace, resti padrone di te stesso. E amen. Niente amore. Alla base del processo di beatificazione c’è sempre il cieco appetito di chi non può vivere senza adorare qualcuno. C’è chi ha bisogno di amare e chi no. C’è chi ha bisogno di amare a sedici anni e dopo no. C’è chi si sazia di realtà e non ha più spazio per il sogno. E se sei sazio di realtà, vedi i tuoi contemporanei per quello che sono. Donne e uomini."

 
Lidia Ravera, nata a Torino, ha raggiunto la notorietà nel 1976 con il suo romanzo d’esordio Porci con le ali. Ha scritto trenta opere di narrativa. I suoi ultimi romanzi sono: Piangi pure, Gli scaduti e Il terzo tempo. Ha lavorato per il cinema, il teatro e la televisione.

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