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Lidia Ravera: scoprire Virginia Woolf

Virginia Woolf nasce a Londra il 25 gennaio 1882. Lidia Ravera racconta la sua scoperta di Virgina Woolf: "Per me Virginia Woolf non è un partito, perché lei odiava la disciplina, né una bandiera. È un amore". A sedurre la scrittrice è una frase della Camera di Giacobbe (1922): "Non sono le catastrofi, gli assassini, la morte, le malattie o l`età che ci uccidono, è il modo in cui le persone guardano e ridono e salgono sugli omnibus". Di lì "l`amore vorace, erotico" della Ravera per una scrittrice di cui ha letto tutto. Virginia disprezzava le trame e diceva: "stanno lì solo per suscitare emozioni. E le uniche due emozioni sono l`amore e l`odio". Fatta questa premessa, Lidia Ravera racconta Gita al faro (1927), analizzando la struttura di questo romanzo-trittico, con cui la Woolf raggiunse la sua piena maturità artistica, rifondando il romanzo stesso come genere letterario. I rapporti di Virginia Woolf con le scrittrici a lei contemporanee e con il  gruppo di Bloomsbury costituiscono ulteriori oggetti di riflessione di questo dialogo tra la Ravera e Antonio Debenedetti, che si conclude cercando di capire perché, nonostante tutto, alla scrittrice inglese non venga quasi mai riconosciuta, nel panorama letterario del Novecento, una statura pari a quella di Proust, Kafka e Joyce. Forse perché, parafrasando le parole della Ravera, lei non era una teorizzatrice, cercava piuttosto un ritmo interiore che le consentisse di catturare dei “momenti d’essere”. “ Virginia Woolf – conclude la Ravera – non è una di quelle che mettono ordine negli scaffali. È una di quelle che li riempiono” .

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