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Lillian Roxon, la madre del rock

Nel 1959 sbarca a New York una giovane giornalista australiana. Donna indipendente, scrittrice brillante, osservatrice acuta e affamata di novità: il suo nome è Lillian Roxon, e in dieci anni intensissimi, vissuti gomito a gomito con gli artisti, i musicisti e gli intellettuali più in vista degli anni Sessanta, rivoluzionerà il modo di raccontare la cultura pop e i fenomeni giovanili. Nel 1969, l’anno del festival di Woodstock, esce la sua Rock Encyclopedia (oggi rieditata da minimm fax), la prima enciclopedia dedicata alla musica rock. Con uno sguardo lucido e appassionato, affilato da una vena ironica e uno stile di scrittura modernissimo, Lillian Roxon tira le somme di un decennio di eccessi e innovazioni, di mode passeggere e profonde trasformazioni dei costumi, dettando lo standard per il nuovo giornalismo musicale che sarebbe esploso – come genere di scrittura e come metodo di interpretazione della contemporaneità – negli anni Settanta.

Tiziana Lo Porto, che ha curato la traduzione del volume, ci racconta la sua scrittura funambolica e la visione perfetta della scena rock e delle sue derive. "La prima volta che ho sentito parlare di Lillian Roxon è stato a un festival di cinema nel 2010 - dice -. Tra i film in programma c’era un documentario che si chiamava Mother of Rock: Lillian Roxon, diretto da Paul Clarke. C'era spesso Iggy Pop, parlava della sua amica giornalista con molto affetto e passione, soprattutto trattandola da pari. Lillian Roxon era spiritualmente una come lui".

Lillian Roxon nacque nel 1932 in Italia da una famiglia di ebrei polacchi. Compì gli studi in Australia, dove la famiglia era emigrata, e si trasferì poi negli Stati Uniti. Scrisse per il Daily Mirror, per il Sydney Morning Herald, per il Sunday News, oltre che per Crawdaddy, Fusion, Creem e altre riviste di musica rock. Morì il 10 agosto 1973 a soli 41 anni per un attacco d'asma nel suo appartamento newyorkese.

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