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List of the lost: il primo romanzo di Morrissey

 List of the lost: il primo romanzo di Morrissey

Nel 2013 Autobiography, la sua controversa autobiografia, fu un successo da 200mila copie (non in Italia, dove dove non è mai stata pubblicata: un primo accordo con Mondadori saltò per per motivi legati al carattere notoriamente non facile dell’autore). Ora, stando true-to-you.net, il suo fan site ufficiale, Morrissey, ex leader degli Smiths e mito del rock d’autore, porterà in libreria a fine settembre List of the lost, il suo primo romanzo.

Il libro, di cui si parlava da tempo, uscirà per la prestigiosa casa editrice Penguin Books e sarà in vendita in Inghilterra, Irlanda, Australia, India, Nuova Zelanda e Sudafrica. Staremo a vedere se questa volta Morrissey autorizzerà la traduzione in altre lingue (compreso l'italiano).

Non ci sono ancora dettagli sul genere dell’opera in cantiere, né tantomeno sulla trama e sullo stile. Ma, intanto, sembra che la sortita letteraria di Morrissey rappresenti anche una risposta all’attuale situazione del mercato musicale, un diverso (e parallelo) modo di proporsi come artista.

Queste le sue parole, sempre su True To You: “La maggior parte delle persone ha perso la fede nell’industria musicale, ed è noto che i primi posti delle classifiche sono generalmente ‘comprati’ dalle major”. Si è persa la passione genuina, e “tutto, ora, è solo una questione di marketing”.

I fan italiani dell’artista, che nei mesi scorsi erano stati turbati dall’annuncio dato dallo stesso Morrissey, che aveva confidato di avere il cancro, potranno ritrovare il cantante dal vivo il prossimo 7 ottobre al Teatro Augusteo di Napoli.

Steven Patrick Morrissey è nato in un quartiere operaio di Manchester il 22 maggio del 1959: a 18 anni era il presidente del fan club inglese dei New York Dolls, un gruppo rock americano che faceva punk prima che esistesse “il punk” come genere riconosciuto. Per anni, dopo la scuola superiore, scrisse recensioni di dischi e concerti che propose a riviste musicali come NME e Melody Maker, senza grande successo: nel frattempo cantò in molte band minori, fino al 1982 quando conobbe il chitarrista Johnny Marr. Assieme formarono gli Smiths: suonavano un rock raffinato e vicino al pop, reso particolare dalla voce lamentosa e dall’originale presenza sul palco di Morrissey (era solito fare cose come lanciare fiori sul pubblico, e cantare da sdraiato, sul palco). Fecero un successo pazzesco, durarono 5 anni (e 4 dischi) e poi si sciolsero: da allora Morrissey ha avuto un’ottima carriera solista, alimentando in parallelo un efficace culto della propria persona.

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