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Lize Spit, Si scioglie

Eva sale in macchina da Bruxelles diretta al suo paese d’origine, Bovenmeer, un buco di posto dove i negozi non hanno bisogno di nome perché ce n’è uno solo per categoria. È giovane, fa l’insegnante, è molto sola. Ha ricevuto l’invito a una festa per l’inaugurazione di una mungitrice automatica e anche per la commemorazione di Jan che avrebbe compiuto trent’anni ed è morto prima dei sedici. Mentre viaggia, Eva ripercorre le tappe dell’estate del 2002. Scopriremo pian piano che la sua è la storia di una ragazzina trascurata dai genitori entrambi alcolizzati (la madre è sempre stata catatonica; il padre, ancora più nocivo, le ha fatto vedere come ci s’impicca). Per Eva, i suoi due amici, Pim, figlio di contadini e Laurens, figlio di macellai, costituiscono il legame principale, con loro ha sempre condiviso tutto. Quando quell’estate i due dodicenni cominciano a essere ossessionati dal sesso, Eva li spia e li asseconda, attirando altre ragazze in trappola affinché si spoglino davanti a loro. Il gioco si fa sempre più spinto e Eva non recede, né si confida con qualcuno, finché si compie un dramma le cui conseguenze arrivano fino al presente. Racconto di una comunità asfittica che infetta e cannibalizza i suoi giovani, Si scioglie, tradotto dal neederlandese da David Santoro per e/o ha una perfetta costruzione da thriller e una spaventosa aderenza alla fisicità dei personaggi.

 

Lize Spit è nata a Beersel in Belgio nel 1988. Ha studiato a Bruxelles al Royal Institute for Theatre, Cinema and Sound (RITCS), dove ha preso un master in sceneggiatura. Nel 2016 ha pubblicato il suo primo romanzo, Si scioglie (edizioni e/o 2017).

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