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Lodovico Festa: l`omicidio e i militanti

L’atmosfera in cui ci si cala leggendo Provvidenza rossa, il giallo di Lodovico Festa pubblicato da Sellerio, è quella del Pci milanese del 1977. Sono membri del partito comunista quasi tutti i personaggi (poi ci sono poliziotti, preti, criminali vari) e ci si stupisce di fronte alla varietà di ruoli che si potevano ricoprire all’interno di un’organizzazione politica. Tra tutti spicca la figura di Mario Cavenaghi, “vicepresidente della commissione probiviri regionale”, ingegnere trentenne, a cui viene affidato il compito di indagare sulla morte di una fioraia, Bruna Calchi, falcidiata a colpi di mitra di fronte al suo negozio. Bruna era un’attivista del Pci; nella sua Sezione, la Sempione, se ne celebra il funerale, ma a spingere il partito a condurre un’inchiesta parallela a quella dell’ispettore di polizia non è tanto il desiderio di trovare il colpevole, quanto la paura che il buon nome dei comunisti risulti infangato dalla vicenda. Festa, che è stato dirigente del partito,  ricostruisce ogni dettaglio delle dinamiche della vita dei militanti, dai dibattiti sulle iniziative di Togliatti alle chiacchiere nei salotti, descrive come ci si vestiva, cosa si mangiava, qual era la morale pubblica e quella privata nella Milano di allora.

Intervistato al Salone del libro di Torino, Lodovico Festa ha detto: “ho scritto questo libro perché è venuto il momento in cui bisogna impegnarsi a insegnare a capire il mondo in cui si è vissuti, raccontarlo nella sua verità fattuale.”

 

Lodovico Festa (Venezia, 1947), giornalista e scrittore, è stato fino allo scioglimento un dirigente del Pci nel milanese. Tra i fondatori de «il Foglio», ha pubblicato tra l’altro: Il partito della decadenza(2007), Ascesa e declino della Seconda Repubblica (2012).

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