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L`ultima stagione di Don Robertson secondo Nicola Manuppelli

Uscito negli Stati Uniti nel 1974, L’ultima stagione di Don Robertson, tradotto in italiano da Nicola Manuppelli per Nutrimenti, racconta di Howard e Anne, una coppia di Paradise Fall nell’Ohio sposata da cinquant’anni. Anne ha un cancro terminale e Howard parte con lei per un viaggio senza meta per riflettere sul senso della vita e stare insieme un’ultima volta. Alla narrazione in terza persona si alterna quella in prima: il protagonista scrive di nascosto un diario di riflessioni e ricordi. Riaffiorano le figure dei due figli morti, Henry e Lewis, e balza in primo piano la nuora Alice, che continua a rinfacciare aspramente ai suoceri di aver amato di più il primogenito morto in guerra e di aver rovinato il secondo sempre ansioso di riscuotere la loro approvazione. Howard si ripensa bambino, quando era costretto ad assistere agli atti di bullismo dei fratelli nei confronti dell’amico cattolico. Quella descritta da Robertson è un’America di provincia piena di divisioni e ancora intrisa di razzismo, ma il suo racconto supera i limiti del ritratto di un'epoca e di un legame matrimoniale arrivando a parlare di noi, del nostro modo di stare al mondo.  

"Io credo che la grande letteratura sia questa, sentiamo del calore umano che viene dalla pagina", così si conclude l'intervista a Nicola Manuppelli che ha scoperto L'ultima stagione e l'ha appassionatamente tradotto. 

 

Don Robertson (1929-1999) è nato a Cleveland, Ohio nel 1929 ed è morto nel 1999. Autore di diciotto libri, ha goduto per più di un decennio di un grande successo in America, (uno dei suoi romanzi, The Greatest Thing That Almost Happened, è diventato un film per la televisione nel 1977). All'attività di scrittore, che gli è valsa il Putnam Award e il Cleveland Arts Prize for Literature, ha sempre affiancato il lavoro di giornalista. In Italia, Nutrimenti ha pubblicato L'uomo autentico (2016) e L'ultima stagione (2017).

 

Nicola Manuppelli è nato a Vizzolo Predabissi nel 1977. Scrive, traduce, cura, autori americani e irlandesi (fra i quali Andre Dubus, Charles Baxter, Jane Urquhart, Roger Rosenblatt, A.B. Guthrie, Sara Taylor, Gina Berriault). Collabora, fra gli altri, con Mattioli, Minimum Fax, Nutrimenti, Fazi, Clichy, Aliberti. Suoi articoli sono apparsi su «Chicago Quarterly», «Numéro», «D di Repubblica», «Satisfi ction», «Il Primo Amore», «Wuz». Diversi suoi racconti sono inseriti in antologie italiane e americane. Esordisce come romanziere nel 2014 con Bowling (Barney Edizioni). Dello stesso anno la prima biografi a italiana di Alice Munro, La fessura, pubblicata da Barbera Editore.

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