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Marco Lazzarotto: il ministero della bellezza

Scrittore trentenne, Matteo Labrozzo convive con la fidanzata Lisa. Entrambi sono alle prese con le difficoltà di lavori precari, ma si amano, si sostengono a vicenda e la vita sembra scorrere senza particolari scossoni. Il cambiamento inizia lento, subdolo. Viene istituito il ministero della Bellezza: sembra una di quelle notizie che si scorgono sfogliando il giornale e di cui si ride con aria di sufficienza passando a fatti "più seri". Ma l'errore sta proprio lì: Matteo pecca di leggerezza nei confronti di una società imprevedibile, ammansita da tv e rotocalchi più di quanto si possa pensare. Quando se ne rende conto è troppo tardi: il ministero della Bellezza ha già iniziato a riorganizzare la vita degli italiani secondo severi canoni estetici. Gli specchi sostituiscono la segnaletica stradale, birra e bomboloni sono messi al bando, chi lavora da casa è comunque costretto a indossare giacca e cravatta: i richiami diventano ostacoli, gli ostacoli diventano divieti. Quando Matteo capisce che gli sarà impossibile pubblicare nuovi romanzi perché non è abbastanza bello, decide di passare al contrattacco: prima con l'autoproduzione, poi ingaggiando un giovane e atletico studente che impersoni in pubblico. Come spesso succede, il doppio prende il sopravvento.

La dimensione stravolta e al tempo stesso divertente del romanzo si innesta su un filone, quello delle realtà parallele, che - da Orwell e Huxley a Ballard e Coupland - ha spesso proiettato luci sinistre sull'attualità...

“Nel mio romanzo prendo anche un po’ in giro il mondo editoriale, che spesso rischia di rafforzare proprio quei valori contro cui si pone”, così Marco Lazzarotto commenta con Rai Letteratura  il contenuto del suo romanzo, Il ministero della bellezza (Indiana editore).

Marco Lazzarotto è nato il 19 giugno 1979 a Torino, dove vive. Scrittore appassionato di fantascienza e «di grandissima fede granata» ha cominciato a scrivere fin da piccolo, romanzando i suoi videogiochi preferiti (come The secret of Monkey Island, ad esempio), o parodiando i film che amava. Dal 2002 al 2004 ha frequentato il Master biennale in Tecniche della Narrazione della Scuola Holden di Torino, e nel 2006 ha pubblicato un racconto in un volume della casa editrice Zandegù. Fra il 2007 e il 2008 ha scritto tre saggi sulla scrittura per la collana "Scrivere" di  DeAgostini. Nel 2008 è uscito per la casa editrice Instar Libri il suo primo romanzo, Le mie cose, con cui nel 2009 è giunto finalista al Premio John Fante Arturo Bandini Opera Prima. Nel 2012 l'autore ha dato alle stampe il romanzo Lei aveva finito per parlare di altro (Epika edizioni). Attualmente Marco Lazzarotto collabora con la Scuola Holden come insegnante ed editor di progetti editoriali, e con varie case editrici come redattore e correttore di bozze.

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