Seguici    
Accedi

Effettua il LOGIN

Hai dimenticato la password?
REGISTRATI ADESSO!

oppure accedi tramite...

 

Marco Rossari: le avventure di un crononauta involontario

Una storia ironica del Novecento attraverso la figura di un centenario (il Nemesio del titolo, nato nel 1999) così come questa figura emerge dai sogni del figlio trentenne che con lui ha voluto avere a che fare il meno possibile: questo in sintesi Le cento vito di Nemesio di Marco Rossari (e/o). Prima di presentarci il Nemesio uomo pubblico, artista affermato, ex partigiano, gran donnaiolo, Rossari ci presenta il Nemesio da lui generato a settant’anni: un uomo che si fa chiamare Nemo, e che per lavoro passa le giornate seduto su una sedia nella Sala dei Vuotisti all’interno del museo delle Avanguardie delle Avanguardie. Nemo è così carico di ostilità nei confronti del padre che non partecipa all’inaugurazione della mostra a Palazzo Reale in occasione dei cento anni di questo; viene poi chiamato dalla badante/compagna peruviana di lui che in lacrime gli racconta di un colpo apoplettico e di un ricovero in ospedale. Al capezzale del vecchio, Nemo trova una coroncina e questo oggetto (come poi una medaglia e il macabro piede amputato a Nemesio) scatena una serie di sogni che gli consentono di rivivere pezzo dopo pezzo, notte dopo notte, le tappe principali della vita paterna. Parte così un racconto fiabesco costellato da incontri con personaggi famosi: Nemesio incontra a casa dei suoi Sibilla Aleramo, assiste a una serata con Marinetti, incrocia Picasso tra artisti parigini, discute con Pajetta, ottiene una cattedra da Brecht. E alla fine, dopo aver scoperto che il padre era un po’ meno mitico di quanto immaginava, il giovane Nemesio fa pace con sé stesso e con la propria storia. Una divertente e appassionata rivisitazione del secolo appena trascorso e un’originale versione del conflitto figlio/padre.

Marco Rossari è nato a Milano nel 1973. Si è laureato con una tesi su Charles Bukowski. Ha lavorato in case editrici e in libreria e collabora con numerose riviste. Ha tradotto Alan Bennett e la biografia su Chet Baker, oltre a vari titoli di Charles Dickens, Mark Twain, Percival Everett, Dave Eggers, James M. Cain, Hunter S. Thompson. Ha pubblicato per Fernandel il romanzo Perso l’Amore (non resta che bere) e il libro di poesie L’amore in bocca (Fernandel) e la raccolta di racconti Invano veritas (e/o, 2004). Fra i suoi ultimi libri: L’unico scrittore buono è quello morto (e/o 2012), Piccolo dizionario delle malattie letterarie (Italo Svevo, 2016) e Le cento vite di Nemesio (e/o 2016).

Tags

Condividi questo articolo

Inserisci il codice nel tuo articolo