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Mario Fortunato: Pier, Filippo e io

Una sera dei primi anni ottanta nel giardino di una villa romana in festa Mario Fortunato incontra Pier Vittorio Tondelli. Si ritrovano seduti su due sedie a sdraio; Fortunato nota che Tondelli è più alto di lui di almeno venti centimetri e lo invidia per l’altezza che lo rende visibile a tutti (scoprirà poi che l’altro invidia lui per il fatto di essere piccolo di statura e di non attirare l’attenzione). Il libro di Mario Fortunato, Noi tre (Bompiani) è un ode alla diversità e all’amicizia (il terzo evocato nel titolo è Filippo Betto), è il romanzo della giovinezza, è l’epitaffio per chi è scomparso anzi tempo, è l’espressione del rimorso per i gesti mancati, è il ricordo di momenti felici vissuti nell’inconsapevolezza di ciò che sarebbe venuto, è la riproposizione in chiave italiana della triade Isherwood, Spender, Auden.  Fortunato rievoca le serate e le vacanze passate con Pier e con Filippo o con tutti e due, le chiacchiere alcoliche, le confessioni reciproche, le omissioni, le iniziative letterarie portate avanti insieme o separatamente, gli sgarbi involontari (tutti e tre legati dall’amore per i libri, evitano di far leggere in anteprima i loro scritti agli amici, non si recensiscono, si offendono e poi fanno pace).  Mai nominato direttamente, aleggia nel libro lo spettro del famoso acronimo “che andava pazzo per i giovani di talento”: Fortunato racconta con intatto dolore la propria cecità di fronte alla malattia contratta da Pier a New York. Sincero fino alla spudoratezza, per nulla consolatorio, Noi tre ribadisce il perdurare degli affetti e l’intensità del lutto.

Nella Biblioteca della Casa di Goethe a Roma abbiamo parlato con Mario Fortunato di Noi tre.

Mario Fortunato è nato a Cirò il 2 settembre 1958. Ha diretto l’Istituto Italiano di Cultura di Londra, è editorialista della “Süddeutsche Zeitung” e critico letterario per “L’Espresso”. I suoi libri pubblicati da Bompiani sono: Luoghi naturali, I giorni innocenti della guerra (secondo classificato al Premio Strega 2007 e vincitore dei premi Mondello e Super Mondello), Quelli che ami non muoiono, Allegra Street, Il viaggio a Paros, L’arte di perdere peso, Le voci di Berlino e Tre giorni a Parigi.

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