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Massimo Torre, La Dora dei miei sogni

“In sogno si sa può accadere di tutto”: partendo da qui Massimo Torre costruisce un romanzo in cui il lettore perde progressivamente la percezione dei confini tra attività onirica e stato di veglia. La Dora dei miei sogni (Perrone editore) mette in scena un io narrante, Mauro Sardonico, assicuratore, che non vede l’ora di andare a dormire per potersi ricongiungere con la donna che ama e che è una sua proiezione mentale. La realtà però incalza e una catena di delitti coinvolge le persone che Sardonico ha assicurato con la sua polizza Vitanaturaldurante. Le vittime vengono trovate con il cranio rasato e un aforisma di Kafka scritto sulla fronte. Sardonico finisce nel Carcere Trasparente in cui i detenuti si aggirano nudi e in cui Dora smette di apparirgli nel sonno, ma il finale riserva ulteriori sorprese. Un romanzo sulla felicità e sull’autorealizzazione che spesso passano per strade  diverse da quelle che siamo abituati a percorrere.

In questa intervista tutta d'un fiato  Massimo Torre racconta La Dora dei miei sogni e dà le sue coordinate letterarie nell'incrocio tra romanzo distopico interiore, giallo e storia d'amore.  

 

Massimo Torre è nato a Napoli nel 1958. Vive a Roma. Sceneggiatore di film e serie televisive, fa parte della giuria del Premio Solinas. Per e/o ha pubblicato nel 2014 Chi ha paura di Pulcinella? Nel 2015 Uccidete Pulcinella, nel 2017 La giustizia di Pulcinella.

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