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Michele Gambino, Enjoy Sarajevo

Alternando un capitolo dedicato al presente e uno al passato, in Enjoy Sarayevo (Fandango), Michele Gambino offre uno spaccato di due modi opposti di fare il giornalismo, entrambi a vario titolo amorali. L’io narrante, che si chiama Michele come lui, incontra, nello studio televisivo Rai del programma pomeridiano di cui è autore, Amos Profeti, convocato in quanto allenatore di serpenti. Alla sola vista di quest’uomo, Michele inorridisce. Il perché di questa reazione viene raccontato nel seguito del libro e, per quanto si sia preparati all’idea di un colpo di scena, l'epilogo lascia comunque turbati. Tanto Michele si vergogna di scrivere i testi di un programma che è un miscuglio di cronaca nera, casi commoventi e gossip, tanto un tempo amava il suo mestiere di inviato nelle zone di guerra, pur cosciente della pericolosa ebbrezza che gli dava la prossimità alla morte. Durante la guerra dei Balcani, per raggiungere la Sarajevo assediata, Michele accetta di appoggiarsi a Profeti, un mantovano che ha conosciuto mentre si occupava del caso della Uno bianca. Gli appare subito una brutta persona, ma la sua bravura nel muoversi in territori ad altissimo rischio lo spinge a fidarsi. Fa malissimo. Che Michele Gambino abbia una conoscenza di prima mano dei conflitti sui campi di battaglia balcanici e nelle redazioni televisive risulta molto evidente da questo libro sincero fino alla spietatezza.   

 

 

 

Michele Gambino è nato a Siracusa il 30 ottobre 1958. Ha iniziato la carriera di giornalista con I Siciliani, mensile fondato da Giuseppe Fava. Ha lavorato a lungo per il settimanale Avvenimenti occupandosi di malaffare politico e criminalità organizzata, è stato inviato e autore per molti programmi Rai e nel 1996 ha vinto il premio “Ilaria Alpi” per i suoi reportage dall’Afghanistan occupato dai Taliban. Tra i suoi libri: Orgogli e pregiudizi. Islam e Occidente dopo le Twin Towers (2001) e Il cavaliere B. (2001), biografia non autorizzata di Berlusconi. Fa l’autore televisivo.

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