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Muro di casse, il romanzo che mancava. 25 anni di cultura tekno

 

Muro di casse, l'ultimo libro di Vanni Santoni che inaugura la collana Solaris di Laterza, è tante cose insieme: un romanzo, un saggio, un una storia dei teknival, una geografia del movimento e degli spazi che lo hanno caratterizzato. Scritto con uno stile sincretico che vuole anche rappresentare le grandi differenze che si ritrovavano nel mondo dei freeparty e utilizzando una struttura e una lingua che riproducono spesso lo stile della musica protagonista di quelle feste (loop, campionamenti, remix ecc.), Santoni dà voce a tre personaggi che rappresentano diverse anime del movimento: Jacopo, il semplice frequentatore, è l'anima più sensuale e edonistica, Cleo, l'intellettuale di movimento, interessata agli aspetti sociali, e Viridiana che ha fatto dei rave uno stile di vita totale e totalizzante.

 

“È un romanzo che mancava” ci dice Santoni che rileva come non ci siano nemmeno molti saggi sui teknival e sulla scena dei freeparty degli ultimi 25 anni. “Spero che renda giustizia a quella che è stata una vera e propria avanguardia, troppo spesso non capita”

 

Vanni Santoni (1978), dopo l'esordio con Personaggi precari (RGB 2007, poi Voland 2013), ha pubblicato, tra gli altri, Gli interessi in comune (Feltrinelli 2008), Se fossi fuoco arderei Firenze (Laterza 2011), Terra ignota e Terra ignota 2 (Mondadori 2013 e 2014), Muro di casse (Laterza 2015). È fondatore di SIC – Scrittura Industriale Collettiva. Scrive sul Corriere della Sera.

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