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Nicola Bultrini racconta Giuseppe Ungaretti

Settant'anni fa, nel 1942, usciva la prima edizione completa dell'Allegria di Giuseppe Ungaretti.

Frutto di un lavoro di rielaborazione e riorganizzazione sistematica della produzione del poeta, contenente anche testi apparsi negli anni precedenti all'interno di altre opere, l'Allegria è la prima raccolta in cui Ungaretti cerca di restituire una partitura ben definita, sia sotto il profilo artistico che umano, a quello che è forse il suo lavoro più intimo, personale e struggente.
Il senso di questo lavoro – il cui titolo riprende quello di una delle poesie più note contenute al suo interno, "Allegria di naufragi" – lo riassume lo stesso Ungaretti, molti anni dopo, fra le pagine di Vita di un uomo:

«Questo vecchio libro è un diario. L’autore non ha altra ambizione e crede che anche i grandi poeti non ne avessero altre se non quella di lasciare una sua bella biografia. Le sue poesie rappresentano dunque i suoi tormenti formali, ma vorrebbe si riconoscesse una buona volta che la forma lo tormenta solo perché la esige aderente alle variazioni del suo animo, e, se qualche progresso ha fatto come artista, vorrebbe che indicasse anche qualche perfezione raggiunta come uomo. Egli si è maturato uomo in mezzo ad avvenimenti straordinari ai quali non è stato mai estraneo. Senza mai negare le necessità universali della poesia, ha sempre pensato che, per lasciarsi immaginare, l’universale deve attraverso un attivo sentimento storico, accordarsi con la voce singolare del poeta»

Il nucleo centrale dell'Allegria, il tema dell'opera intorno al quale ruota la maggior parte delle poesie in essa contenute, è infatti l'esperienza personale e umana vissuta da Giuseppe Ungaretti come soldato nella Prima Guerra Mondiale.
Di questi “avvenimenti straordinari”, che lasciarono traccia indelebile nell'animo di Ungaretti come nella Storia di un'intera nazione, ci parla oggi il poeta Nicola Bultrini, analizzando l'impatto della Grande Guerra sulla produzione di Giuseppe Ungaretti e restituendoci il significato, sempre attuale e presente, dell'Allegria.



Nato nel 1965 a Civitanova Marche, Nicola Bultrini vive a Roma dove esercita l’attività forense. Sue poesie sono state pubblicate su varie riviste ( tra cui "Poesia", "Nuovi Argomenti", "Galleria", "Poiesis", "L'Ozio", "Istmi", "Poiesis") . Ha inoltre dato alle stampe alcune brevi plaquette in edizioni private. La raccolta “Occidente della sera” è presente nell’ “8° Quaderno Italiano di poesia contemporanea” (Marcos y Marcos, 2004). Sta curando con Chiara Riccarand, uno studio antologico sulla poesia iraniana contemporanea. Alcune traduzioni di poeti iraniani contemporanei sono state pubblicate su "Poesia" e "Testo a fronte". Alcuni racconti  sono stati pubblicati su "Il Racconto". E’ tra i vincitori del Premio Montale per la sezione "Inediti", edizione 2002.  

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