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Nicolai Lilin, Il marchio ribelle

Nicolai Lilin, l’autore di Educazione siberiana, da cui il regista Gabriele Salvatores ha tratto nel 2013 un film, vive a Milano e ha un laboratorio di tatuaggi. E ai tatuaggi è dedicato il suo nuovo libro, Il marchio ribelle, pubblicato da Einaudi. Affidato alla prima persona di Kolima, un ragazzino del quartiere Fiume Basso di Bender in Transistria, il romanzo racconta una precoce affiliazione criminale (a sei anni il battesimo a colpi di pistola intorno al corpo, a quattordici il rituale di venir calato sotto terra in una bara), ma soprattutto racconta una serie di bande a partire dai disegni che queste si fanno sulla pelle. Kolima, che ama i tatuaggi, impara presto che non deve fare domande in proposito; al massimo può studiare i cadaveri (che abbondano intorno a lui) e ricopiare a casa quello che ha visto. I Metallari, i Punk, i Fratellini, le Teste d’acciaio si distinguono dai simboli che esprimono il loro credo e che ne decorano le braccia, il collo, le gambe. Con uno stile scorrevole e avvincente Lilin inanella una serie di storie una più terribile dell’altra i cui protagonisti finiscono tutti male, chi prima chi dopo.

 

Nicolai Lilin è nato nel 1980 a Bender, in Transnistria, vive in Italia dal 2003 e scrive in italiano. Tra i suoi libri Educazione siberiana (2009), Caduta libera (2010), Il respiro del buio (2011), Storie sulla pelle (2016), Il serpente di Dio (2014) Spy Story Love Story (2016), Favole Fuorilegge (2017).

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