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Pino Corrias, Nostra incantevole Italia

“Una geografia che prova a mettere ordine nel disordine della nostra storia”: questo in sintesi il libro di Pino Corrias, Nostra incantevole Italia, pubblicato da Chiarelettere. Il titolo è antifrastico: se ci s’incanta di fronte ai ritratti di luoghi fatti da Corrias non è certo per la loro bellezza, ma per l’esatto opposto, l’orrore che sprigionano. Da Portella della Ginestra, dove nel 1947 Salvatore Giuliano e la sua banda sparano sui braccianti venuti a festeggiare il 1 maggio, alla valle distrutta dal crollo della diga del Vajont, dall’idroscalo di Ostia, dove è stato ucciso Pasolini, alla via Fani della strage della scorta di Moro, dalla Vermicino, in cui si assiste in diretta televisiva alla morte di un bambino, alla villetta di Cogne, in cui una madre disturbata compie un delitto investigato per anni in tv, quello che interessa Corrias è spazzare via la coltre di propaganda politica e il fumo di complottismo che impediscono la visione dei fatti e la loro corretta interpretazione. Con una modesta proposta finale: chiudere il Quirinale come residenza (sproporzionata) del Presidente della Repubblica e aprirla come palazzo pubblico, visitabile da tutti i cittadini.

 

Pino Corrias è nato a Savona il 4 settembre 1955. Scrittore, giornalista, sceneggiatore, vive e lavora a Roma. Tra i suoi libri: Vita agra di un anarchico. Luciano Bianciardi a Milano (Feltrinelli) Vicini da morire (Mondadori), Dormiremo da vecchi (Chiarelettere), Disordini sentimentali (Mondadori). In Rai ha prodotto La meglio gioventù, regia di Marco Tullio Giordana e De Gasperi, regia di Liliana Cavani. Ha lavorato come sceneggiatore (Ultimo, Distretto di polizia). Per Raidue ha condotto con Renato Pezzini l’inchiesta Mani pulite.

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