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Raymond Carver: Voi non sapete cos’è l’amore

 Raymond Carver: Voi non sapete cos’è l’amore

 

L’editore Minimum fax, che ha tra i suoi meriti quello di aver fatto scoprire ai lettori italiani la grandezza dello scrittore americano Raymond Carver, ha ripubblicato Voi non sapete cos’è l’amore, la cui prima edizione americana risale al 1984: un bellissimo volume che raccoglie saggi (sulla scrittura e le influenze dell’autore, sui suoi maestri, sulla figura paterna), alcuni racconti e molte poesie, tra cui quelle dedicate a grandi della letteratura come Bukowski (a lui è dedicata la poesia che dà il titolo al volume), Hemingway e Balzac, ma anche alle donne della sua vita, come la sua prima moglie, Maryann Burk, con cui da giovanissimo ha avuto due figli (citati tra le influenze fondamentali della sua opera) e la seconda moglie, Tess Gallagher [insieme a Carver nella foto sopra], con cui ha condiviso molto del suo lavoro e che gli è stata accanto nella malattia fino al giorno della sua scomparsa prematura all’età di 50 anni nel 1988.

Raymond Carver è considerato tra i maestri del racconto breve del Novecento, celebre per il suo stile asciutto e per l'osservazione e la cura dei dettagli è stato spesso definito “minimalista”, etichetta che ha sempre respinto, così come David Foster Wallace che ha sostenuto dopo la sua scomparsa: “Carver non era un minimalista: era un artista”.

Di Voi non sapete cos’è l’amore lo scrittore americano Rick Moody ha detto: “L’aspetto più sorprendente e rivoluzionario di questo libro è sicuramente l’eredità che ci lascia in termini di compassione: dopo aver letto Carver diventa pressoché impossibile, per uno scrittore, sottrarsi alla responsabilità della compassione nei confronti dei propri personaggi. È una rivoluzione per la quale dovremmo tutti essergli grati. Così come gli siamo grati per il puro piacere che ci viene dalla lettura di queste pagine”.

Per gentile concessione dell’editore Minimum fax pubblichiamo di seguito alcuni estratti da Voi non sapete cos'è l'amore: tre poesie brevi e tre incipit dai racconti, la cui traduzione, come per l'intero volume, è di Riccardo Duranti e Francesco Durante. Buona lettura

 

POESIE


Fallimento
Ventott’anni, una pancia pelosa che mi sporge
dalla canottiera (esentasse)
sdraiato su un fianco
sul divano (esentasse)
ascolto il suono bizzarro
della voce piacevole di mia moglie (esentasse anche lei).
Siamo nuovi
a questi piccoli piaceri.
Perdonatemi (supplico la Corte)
siamo stati imprevidenti.
Oggi il mio cuore, come la porta d’ingresso,
resta aperto per la prima volta dopo mesi.

 

Autostrada 99E da Chico
Stanno al suolo i germani reali,
è notte. Chiocciano
nel sonno e intanto sognano
il Messico e l’Honduras. Si china
il crescione su un fosso d’acqua irrigua
e i salici si abbassano,
sotto il peso dei corvi.
Campi di riso galleggiano sotto la luna.
E anche le foglie d’acero bagnate s’aggrappano
al parabrezza. Ti dico Maryann,
sono felice.

 

La corrente
Questi pesci non hanno occhi
questi pesci argentati che vengono nei miei sogni,
spargendo uova e seme
nelle sacche del mio cervello.
Ma ce n’è uno fra loro –
grosso, ferito, muto come gli altri,
che si limita a resistere alla corrente,
chiudendo la sua bocca scura contro
la corrente, chiudendola e aprendola
mentre resiste alla corrente.

 

RACCONTI (incipit)


La menzogna
«È una menzogna», disse mia moglie. «Come hai potuto credere a una cosa simile? La verità è che lei è gelosa, ecco cos’è». Scrollò la testa e continuò a fissarmi. Non si era ancora tolta né il cappello né il cappotto. Era rossa in viso per l’accusa. «Tu mi credi, vero? Non crederai mica a
quella cosa?»
Alzai le spalle. Poi dissi: «Perché dovrebbe mentire? Che ci guadagnerebbe? Che vantaggio ne avrebbe a mentire?» Mi sentivo a disagio. Stavo lì in piedi, in pantofole, aprivo e chiudevo le mani, e mi sentivo un po’ ridicolo e un po’ troppo al centro dell’attenzione nonostante le circostanze. Non sono proprio tagliato per fare l’inquisitore. Quanto avrei voluto che la cosa non mi fosse mai giunta all’orecchio, che tutto potesse continuare come prima.


La morte di Harry
Mazatlan, Messico (tre mesi dopo)
Sono cambiate un sacco di cose dalla morte di Harry. Il fatto che sto quaggiù, per esempio. Chi se lo sarebbe immaginato, solo tre mesi fa, sembra ieri, che ora io sarei stato qui in Messico e il povero Harry morto e sotterrato? Harry! Morto e sotterrato, ma non certo dimenticato.


Che fine hanno fatto tutti?
In vita mia, ne ho viste di cose. Una volta stavo andando a casa di mia madre per fermarmi qualche giorno, ma appena misi il piede sull’ultimo scalino, do un’occhiata e la vedo che stava sul divano a sbaciucchiarsi con un tizio. Era estate, la porta era aperta e il televisore a colori acceso.
Mia madre ha sessantacinque anni e si sente sola. Si è pure iscritta a un club di cuori solitari. Comunque, anche sapendo tutto questo, ci rimasi di sasso.

 

(c) 1988, Raymond Carver - (c) renewed 1989, 1991, 2000 Tess Gallagher - (c) 2017, minimum fax - Traduzione di Riccardo Duranti e Francesco Durante - Tutti i diritti riservati.

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