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Ricette dall`800. La cucina eclettica di Juana Manuela Gorriti

 Ricette dall`800. La cucina eclettica di Juana Manuela Gorriti
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La battagliera Juana Gorriti, attivista e scrittrice nell'Argentina fresca d'indipendenza di metà Ottocento, scrive il suo Cocina ecléctica (Cucina eclettica. L'America latina a tavola nell'800, nella traduzione italiana edita da Nova Delphi Libri) nel 1890. Si tratta di una raccolta di oltre duecento ricette inviatele da amiche, parenti, scrittrici come Clorinda Matto de Turner e Mercedes Cabello, mogli di diplomatici, cuoche (la celebre negrita Encarnación), due suore (la peruviana suor Carmen de la Portilla era addirittura in clausura) e un uomo. Un cenacolo di voci provenienti soprattutto da Argentina, Bolivia e Perù (ma ci sono anche ricette tradizionali cilene, messicane, uruguaiane e una piccola sezione europea) la cui varietà tradisce l’intenzione dell’autrice di rappresentare tutte le sfumature dell’animo femminile. La voce dei vinti, la cultura andina, la condizione della donna, l’emarginazione degli indios sono tutti argomenti che trovano asilo in queste pagine, dove le ricette si trasformano e gli ingredienti si mescolano a riflessioni politiche e frammenti di vite vissute, gastronomia al servizio dell’epica.

Le ricette sono scritte con un linguaggio semplice, lontano dallo stile dell’epoca, quasi contemporaneo. A tal proposito si narra che, ogni volta che arrivavano delle ricette, la scrittrice le consegnava ad una sua domestica che sapeva leggere e scrivere affinché le ricopiasse e solo dopo le rileggeva. Una sorta di editing proletario che probabilmente ci consente di leggerle oggi con molta partecipazione.

Il libro è diviso in varie sezioni (zuppe, salse, purè, pesci, ostriche, tamales, ripieni, pasticci, rustici, fritture e altro, frittate, budini, pollame, alta gastronomia, coniglio, ortaggi, arrosti, pasticceria) fino ai liquori e all’incenso per profumare casa e armadi.

L'aggettivo "eclettico" titolo fa riferimento all’eclettismo, ossia all’insieme di elementi di diversa provenienza in uno stesso edificio o in una stessa opera. Questo stile architettonico era molto diffuso a Buenos Aires nel XIX secolo. Spesso le donne-autrici si vantano di aver preparato personalmente i piatti in tutte le loro fasi, sembra che lo stile di scrittura della ricetta con aneddoto annesso si confaccia essenzialmente alle rappresentanti femminili, che così trasformano un testo “tecnico” in opera narrativa corale.

Juana Manuela Gorriti

Juana Gorriti nasce in Argentina nel 1818 nella provincia di Salta; è figlia di un generale eroe dell’Indipendenza, membro del Partido Unitario e discendente di una famiglia molto in vista, ma a soli quindici anni, per motivi politici deve lasciare la sua terra e trasferirsi in Bolivia dove si sposa, ha due figlie e divorzia dopo dieci anni trasferendosi ancora, questa volta in Perù. Qui Juana inizia a collaborare con numerose riviste, scrive libri e diventa molto famosa, ha altri due figli e continua a viaggiare per l’America Latina riconosciuta ed accolta ovunque come intellettuale di successo. La fama di Juana Gorriti è dovuta soprattutto alla sua intraprendenza, al fatto che è una giornalista, che fonda alcune riviste ed apre, per alcuni anni, un salotto letterario Las Veladas Literarias al quale partecipano i più noti artisti dell’epoca. Nel salotto si ascolta musica, si leggono testi, si recitano poesie e si parla di questioni politiche, sociali e culturali delle quali la scrittrice è molto appassionata, soprattutto per quanto riguarda l’educazione delle donne, che rappresenta un argomento fisso del suo salotto. Il ruolo che la donna poteva rivestire nella società e nella famiglia, secondo Gorriti, rappresentava, infatti,  il principale motore dello sviluppo di un paese giovane di indipendenza al punto che, soltanto affrontando le tematiche legate alle donne, si sarebbe potuto costruire al meglio la nazione. Lei per prima infatti partecipa attivamente alle vicende storiche del Perù nella seconda metà dell’ottocento certa che, con la sua grande passione per la scrittura avrebbe potuto dare forma alla Storia Nazionale. Scrive molte altre opere (una settantina), si sposta spesso tra Bolivia e Perù e infine torna nella sua patria, l’Argentina, dove morirà nel 1892.

In alto a destra è possibile scaricare un breve estratto

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