Seguici    
Accedi

Effettua il LOGIN

Hai dimenticato la password?
REGISTRATI ADESSO!

oppure accedi tramite...

 

La mostra Dimensione Fragile alla Vallicelliana

Sabato 20 gennaio alle 10.30 la Biblioteca Vallicelliana di Roma inaugura la mostra DIMENSIONE FRAGILE in occasione della presentazione del Manifesto della Fragilità, con l’allestimento nel Salone Borromini di 200 opere fragili realizzate dagli artisti che hanno aderito al manifesto. Relatori: Paola Paesano, Alberto Dambruoso, Giorgio de Finis, Roberto Gramiccia, Simone Oggionni. Le reazioni e le adesioni suscitate dal libro Elogio della fragilità di Roberto Gramiccia (vedi video) sono alla base della stesura del Manifesto della fragilità accolto dal mondo dell’arte. 

Il Manifesto ruota intorno all'idea che la fragilità possa trasformarsi in forza e vede centinaia di artisti, ma anche personalità della cultura, della politica e della società civile, aderire e confrontarsi su un tema di interesse generale. La fragilità, infatti, si presenta come condizione universale, una connessione maieutica tra debolezza, creatività e riscossa, individuale e collettiva. Per l’occasione si presenta la seconda edizione del libro Elogio della fragilità arricchito di nuovi contenuti.

DIMENSIONE FRAGILE è la mostra che vede coinvolti i 200 artisti che in qualche modo, in determinati periodi, per attitudine, poetica, metodo o linguaggio, hanno creato le loro opere nel segno della fragilità. Si presentano nel Salone Borromini carte di piccolo formato 14x20 cm, realizzate dagli artisti invitati che con il loro segno testimoniano la propria interpretazione di DIMENSIONE FRAGILE. Piccole carte tenute insieme da un comune sentire e che nella lettura unitaria e complessiva possono restituire il senso del “movimento”.

Le opere in mostra verranno donate alla Biblioteca Vallicelliana per la creazione di una collezione che verrà incrementata nei successivi appuntamenti annuali in biblioteca. Fino al 24 febbraio 2018.

“La fragilità è un tratto costitutivo ineliminabile della condizione umana”: partendo da questo assunto Roberto Gramiccia, scrittore, critico d'arte, giornalista e medico, nel suo Elogio della fragilità (Mimesis) traccia un percorso tra fragilità di tipo fisico, psicologico, economico e sociale che passa anche attraverso la sua stessa biografia. In una società come la nostra che respinge qualsiasi forma di debolezza e che ripudia il concetto di morte, c’è bisogno di rivalutare questo concetto e di evidenziarne le potenzialità, sottolineando il nesso tra fragilità, creatività e determinazione. Nel testo di Gramiccia è evidente la passione civile. Dal capitolo conclusivo: “due restano le strade per rispondere alla fragilità senza subirla passivamente: consegnarsi alla fede, o rifugiarsi nella laica compassione per un’umanità che si riscopre non rassegnata e ribelle. Non ci sono altre vie. Personalmente ho scelto la seconda. Anche se spererei in una alleanza che unisca in vita tutti coloro i quali sono vittime dell’ingiustizia della diseguaglianza o, pur non essendolo, ne risultano scandalizzati, indipendentemente dal fatto di avere o meno abbracciato una fede.”

Con Roberto Gramiccia abbiamo parlato di vulnerabilità fisica e vulnerabilità sociale, di questioni artistiche e politiche.

 

Roberto Gramiccia vive e lavora a Roma. Ha curato numerosi e importanti eventi espositivi (fra cui sei grandi antologiche su Tano Festa, Pizzi Cannella, Cloti Ricciardi, Lucilla Catania, Giacinto Cerone, Franco Mulas) e un numero rilevante di mostre collettive. Ha pubblicato tra gli altri: La medicina è malata (1999), La Nuova scuola Romana. I sei artisti di via degli Ausoni (2005), Slot art machine. Il grande business dell'arte contemporanea (2012), La strage degli innocenti. Terza età: anatomia di un omicidio sociale (2013), Vita di un matematico napoletano. Renato Caccioppoli, la regola e il disordine (2014).

Tags

Condividi questo articolo

Inserisci il codice nel tuo articolo