Seguici    
Accedi

Effettua il LOGIN

Hai dimenticato la password?
REGISTRATI ADESSO!

oppure accedi tramite...

 

Scrittori per un anno - Ugo Riccarelli

Il vincitore della 51^ edizione del Premio Campiello è Ugo Riccarelli, scomparso a luglio del 2013, con il romanzo L'amore graffia il mondo edito da Mondadori. Il romanzo di Riccarelli ha ottenuto 102 preferenze, sulle 289 inviate dalla Giuria dei Trecento Lettori. Al secondo posto si è classificato Fabio Stassi con il romanzo L’ultimo ballo di Charlot (Sellerio) con 83 voti. Quinto classificato Valerio Magrelli con la Geologia di un padre (Einaudi), 21 voti; quarta classificata, unica donna tra i finalisti, Beatrice Masini con Tentativi di botanica degli affetti (Bompiani), 36 voti; al terzo posto Giovanni Cocco, con La caduta (Nutrimenti), 47 voti. 

Per ricordarlo vi proponiamo la puntata di Scrittori per un anno a lui dedicata.

“Se tutto rischia di morire, che almeno il filo della vita di questo luogo possa arrotolarsi e srotolarsi attraverso le sue parole” pensò l’Annina in quelle giornate di nuova solitudine - e se proprio un filo c’era, nelle sue storie, allora le sembrò che narrarlo fosse il solo scopo di tanta vita.
Così scriveva Ugo Riccarelli ne Il dolore perfetto a sottolineare il potere salvifico della parola e del racconto “Credo fortemente nella forza della narrativa, del raccontare come esigenza anche proprio ancestrale, fisica delle persone. Il raccontare e raccontarsi. Raccontare le proprie storie minute, che incollate una assieme all’altra formano poi la Storia”. Raccontare storie è stato per Ugo Riccarelli uno straordinario strumento per tenersi attaccato alla vita già dal suo libro d’esordio, Le scarpe appese al cuore, una sorta di diario del periodo in cui fu sottoposto al trapianto di cuore e polmoni. E cucire la vita e cucire le storie è diventata la cifra caratteristica della sua scrittura insieme alla capacità di rovistare nella Storia attraverso le storie dei singoli, delle persone più semplici.
In questa intervista di Scrittori per un anno, raccolta nel febbraio 2013, Ugo Riccarelli, Premio Strega nel 2004 con Il dolore perfetto, ripercorre le tappe più importanti della sua scrittura, racconta l’incontro con Antonio Tabucchi, suo amico e maestro, e si congeda con una riflessione sul valore della lettura: la lettura è il modo di mangiare la parola, è il modo di metterla dentro, di sentirla propria, di sposarsi, di essere ognuno con la parola, ed è qualcosa che a me riconcilia con la vita, perché mi dà vita, mi dà tempo… io credo che la lettura sia forse l’unica risposta che abbiamo per cercare di tenerci la vita più stretta possibile.

Ugo Riccarelli, nato nel 1954 in Piemonte da famiglia toscana, esordisce nel 1995 nella narrativa con Le scarpe appese al cuore, trasfigurazione letteraria della storia autobiografica di un malato a cui trapiantano cuore e polmoni, un tema che riprende nel 2011 con Ricucire la vita.
Al primo romanzo seguono Un uomo che forse si chiamava Schulz (1998), Stramonio (2000) e L’angelo di Coppi (2001).
Nel 2004 vince il Premio Strega con Il dolore perfetto, affresco corale di storie di varie generazioni.
Insieme a Marco Baliani scrive il testo teatrale La Repubblica di un solo giorno (pubblicato in forma di romanzo nel 2011) sulla rivoluzionaria avventura della Repubblica romana.
Nel 2012 pubblica L’amore graffia il mondo, candidato nel 2013 al Premio Campiello.
Muore a Roma il 21 luglio 2013.

Tags

Condividi questo articolo

Inserisci il codice nel tuo articolo