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Senti le rane. Bar e filosofia nel romanzo di Paolo Colagrande

 Senti le rane. Bar e filosofia nel romanzo di Paolo Colagrande
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 Al tavolino di un bar, Gerasim racconta a Sogliani la storia di un terzo amico seduto poco piú in là, ed è una storia molto avventurosa. Ebreo convertito al cattolicesimo per chiamata divina, Zuckermann prende i voti e diventa “il prete bello” di Zobolo Santaurelio Riviera, località balneare di “fascia bassa”: agli occhi dei fedeli passa per un santo, illuminato, alacre e innocente. Ma un pomeriggio di fine estate, mentre intorno al suo nome diventano sempre piú insistenti le voci di miracoli, a Zuckermann si offre la visione della Romana, la figlia diciassettenne di due devoti parrocchiani. Da in poi, fra pallidi tentativi di espiazione, passioni e gelosie, cui fanno da contrappunto le vaneggianti digressioni di Gerasim e Sogliani – dall’Uomo vitruviano agli etologi fiamminghi, dagli asceti di Costantinopoli all’Ikea, da Rossella O’Hara all’olio di nespolo babilonese – lentamente si consuma una tragedia sentimentale che travolge l’intera comunità e trova il suo epilogo in riva a un fosso...

Si intitola Senti le rane, l'ultimo romanzo di Paolo Colagrande (per Nottetempo). Una narrazione che è molte cose, a partire da una scrittura comica e pastosa. Chiacchiera da bar, analisi filosofica, burla, divertissement erudito e analisi delle umane manifestazioni.

Finalista al Premio Campiello 2015.

Paolo Colagrande (Piacenza, 1960), scrittore e avvocato. Ha vinto nel 2007 il Premio Campiello Opera Prima con Fídeg, suo romanzo di esordio. Tra i suoi ultimi libri ricordiamo, Kammerspiel (Alet, 2008) e Dioblú (Rizzoli, 2010). Per Nottetempo ha pubblicato Senti le rane nel 2015 (Finalisti Premio Campiello 2015)

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