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Stefano Tura, A regola d`arte

Ambientato nella Londra degli espatriati italiani di lusso, finanzieri, galleristi, ambasciatori, ma anche in quella dei giovani che si adattano a tutto pur di lavorare, A regola d’arte di Stefano Tura, pubblicato da Piemme, è una crime story ricca di azione. Si apre con lo spettacolare omicidio di Achille Stefanelli De Vitis, il Principe della City, uno speculatore finanziario che dona molti soldi in beneficienza, ritrovato cadavere in una galleria d’arte, cui segue a breve la morte violenta di un altro italiano illustre, il proprietario di un famoso ristorante. Mentre il capo ispettore James Riddle indaga sui due casi con l’aiuto della sua vice Amanda Jefferson, in Italia il commissario Alvaro Gerace e la sua compagna Clarissa Di Natale indagano su un clown pedofilo e  a Londra una bambina viene rapita davanti alla sua scuola. Pian piano il cerchio si stringe intorno a un giovane che ha la capacità di comparire in luoghi diversi sotto diverse identità, e viene svelato tutto il marcio che si nasconde dietro l’ostentazione di ricchezza e carità da parte della classe dirigente anglo-inglese. Un ritratto della capitale britannica e del suo egoismo post Brexit, con poche luci e molte ombre, tracciato con maestria letteraria da chi la osserva e la racconta quotidianamente.

 

 

Stefano Tura è nato a Bologna nel 1961, vive a Londra dove lavora come corrispondente per la Rai. Ha iniziato la carriera come cronista di nera nel quotidiano il Resto del Carlino. È stato inviato di guerra per la Rai in ex-Jugoslavia, Afghanistan, Iraq, Sudan. Ha scritto Il killer delle ballerine, Non spegnere la luce, Arriveranno i fiori del sangue, Tu sei il prossimo, Il principio del male.

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