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Stop-time di Frank Conroy secondo Matteo Colombo

Stop-Time, pubblicato nel 1967, racconta infanzia e giovinezza di Frank Conroy, direttore per quasi vent’anni della University of Iowa Writers Workshop. Una formazione avvenuta per lo più in solitudine, con sullo sfondo una famiglia disfunzionale, priva di risorse economiche e sempre in movimento: padre in clinica psichiatrica, madre distratta, compagno della madre fanfarone e inconcludente, sorella maggiore tutta tesa a emanciparsi da questo contesto. Disperato e vitale, il libro di Conroy ha la statura di classico della letteratura. Con Matteo Colombo che lo ha tradotto per Fandango, abbiamo parlato del titolo, dei personaggi e dello stile di Stop-Time

 
Frank Conroy è nato a New York nel 1936. Scrittore, saggista, critico letterario, è stato direttore della più celebre scuola di scrittura statunitense, la University of Iowa Writers’ Workshop, fucina di talenti: Kurt Vonnegut, T.C. Boyle, Raymond Carver, John Irving e Flannery O’ Connor. Stop-Time è il suo debutto, ora per la prima volta pubblicato in Italia. Nel 2005 muore nella sua casa di Iowa City, all’età di 69 anni. 
 

Matteo Colombo ha tradotto tra gli altri: Don Delillo, Michael Chabon, Chuck Palahniuk, David Sedaris, Dave Eggers, David Foster Wallace, Philip Ridley, Jennifer Egan.

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