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Tommaso Giagni: processo al padre

Un duello tra padre e figlio sullo sfondo di una Roma onirica ma nello stesso tempo terribilmente realistica: è quanto racconta Tommaso Giagni in Prima di perderti (Einaudi). Giuseppe si è buttato giù dal terrazzo della casa in cui si è trasferito dopo che la moglie Benedetta lo ha lasciato per andare a vivere in una comunità femminile in campagna. Fausto, il figlio trentenne, decide di disperdere le ceneri del padre in una specie di discarica che si chiama Pratone; mentre è all’opera, il padre gli riappare davanti dandogli l’occasione di chiudere i conti in sospeso. Il padre ha creduto nell’utopia, nell’amore, nell’amicizia; ha subito senza reagire delusioni e tradimenti; si è mantenuto scrivendo biografie di personaggi famosi, mentre diceva di essere all’opera su un suo grande romanzo. Il primo libro del figlio, pubblicato a vent’anni, gli ha aperto la via del successo. Il figlio accusa il padre di essere stato sempre nello stesso recinto; il padre rimprovera al figlio il narcisismo e l'adesione superficiale ad un mondo diverso. Intorno a loro come testimoni prima le donne dell’uno e dell’altro, poi gli amici, infine i soggetti dei libri del figlio. Un confronto familiare e generazionale in cui realtà e immaginazione si fondono, un modo originale per esplorare un conflitto inevitabile ed eterno.
 
Con Tommaso Giagni abbiamo parlato dei temi, dei personaggi e degli scenari di Prima di perderti.
 

Tommaso Giagni è nato a Roma nel 1985. Ha partecipato a varie antologie, tra cui: Voi siete qui (minimum fax 2007), Il lavoro e i giorni (Ediesse 2008), Ogni maledetta domenica (minimum fax 2010). Per Einaudi ha pubblicato L'estraneo (2012) e Prima di perderti (2016).

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