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Tondelli e il nostro tempo

 Tondelli e il nostro tempo

La pubblicazione di alcuni libri di critica sull'opera di Pier Vittorio Tondelli ci consente una riflessione sull'importanza dell'opera dello scrittore scomparso.

Di Giancarlo Susanna

 

Ragioni e occasioni per ricordare Pier Vittorio Tondelli non mancano di certo, a partire dalla innegabile specificità di una presenza tra i lettori che non solo non accenna a diminuire, ma anzi continua a crescere in modo costante e sorprendente. Fulvio Panzeri, amico e curatore dell’opera dello scrittore correggese, ha da poco portato a termine la sistemazione in due volumi dei romanzi, dei saggi e degli articoli di Tondelli ed è di questi giorni la pubblicazione presso Bompiani del numero 20 di Panta, intitolato Tondelli Tour e curato proprio da Panzeri. In quasi 400 pagine sono stati raccolti i numerosissimi interventi nei convegni e negli incontri che si sono tenuti un po’ in tutta Italia tra la primavera del 2001 e quella del 2002 in occasione del decimo anniversario della scomparsa di Tondelli. Si tratta, come scrive Panzeri nella sua introduzione di "un viaggio lungo un anno per ricordare uno scrittore, ma soprattutto un amico". Quello che colpisce di più negli articoli di questo numero di Panta è proprio la stima che circonda la figura di Tondelli. E questo vale non solo per chi ha avuto l’occasione di incontrarlo e di conoscerlo bene, ma anche per chi lo ha avvicinato soltanto leggendo i suoi libri e perfino per chi li ha severamente criticati. Questa stima e questo rispetto per la persona e per lo scrittore non impediscono naturalmente - ci mancherebbe altro - che sull’opera di Tondelli e sui suoi contenuti sia aperto un dibattito critico, le cui tracce emergono anche in molte delle pagine del Tondelli Tour. Se si può essere d’accordo con quello che afferma Matteo B. Bianchi a proposito di questo generalizzato consenso e cioè che "Oggi (...) Tondelli è diventato una rockstar. una delle poche, reali, che l’Italia abbia mai avuto. (...) Non mi riferisco alle celebrazioni ufficiali in suo onore, ovvio, ma alla reazione spontanea dei lettori che ha sancito la definitiva consacrazione di un autore che per molti è divenuto una guida insostituibile, regalando a Tondelli quello status di icona generazionale che per consolidata tradizione spetta alle leggende del rock e che per un narratore è solitamente un traguardo inarrivabile", non si può non considerare quanto l’opera di Tondelli sia ancora aperta ad analisi e interpretazioni e soprattutto a una lettura individuale e libera da condizionamenti ideologici, come ci ricorda Marco Mancassola nel suo appassionato intervento: "Negli anni, si è assistito a varie riletture di Tondelli. In chiave cattolica, ad esempio. Le riletture, credo siano tutte legittime. Equivalgono al tentativo, motivato dall’amore per un autore, di offrire agli altri sentieri d’entrata, cancelli privilegiati al mondo di quell’autore. Un tentativo buono. Pure, quei cancelli d’entrata mi fanno pensare a percorsi obbligati, a quelle visite di gruppo sempre rigide, sempre parziali, presso meraviglie ben più vaste. Tondelli è stato monumentalizzato. Suppongo fosse la cosa migliore da fare. Ma di fronte alle transenne, alle frecce, alla sorveglianza delle guardie dentro a ogni monumento, io tendo a fuggire. Sono il visitatore individualista, è tutt’altro che un merito, e mi espone a molti rischi. Ma ho bisogno di solitudine, di un corpo a corpo personale, per una mia privata ricerca. Di atmosfera, di voce che riecheggia. Di stanza in stanza, di capitolo in capitolo". Questo numero di Panta, che avrà molto probabilmente la stessa fortuna di quello monografico (arrivato alla terza edizione), ci sembra particolarmente interessante quando - come nel caso del racconto di Mattia Signorini (il più giovane tra gli autori coinvolti) o in quello delle fotografie di Pierantonio Tanzola - ci mostra quanto sia viva, fertile e ricca di suggerimenti e suggestioni l’opera letteraria di Pier Vittorio Tondelli. Non potevamo dimenticare in questa piccola monografia tondelliana - che vuole essere anche una sorta di dichiarazione di intenti per il lavoro che andiamo ad affrontare con Rai Libro - la seconda edizione riveduta e ampliata di Caro Pier (Selene Edizioni), caso più unico che raro in un panorama editoriale complesso e contraddittorio come quello italiano. È la testimonianza preziosa di come certi scrittori siano capaci di entrare nella vita, nei sogni e nelle aspirazioni di migliaia di lettori.

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