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Umberto Pasti, Perduto in paradiso

“Assistere alla maturazione di un giardino che si è fatto dal nulla… Credo che sia come vedere crescere un figlio. Timori per il futuro, sguardo critico sui difetti, molte aspirazioni frustrate dalla realtà… ma un orgoglio immenso, una fierezza indicibile, perché un giardino è un bambino che si affaccia sul mondo”: in Perduto in paradiso (Bompiani), Umberto Pasti racconta l’impresa della sua vita, la creazione di un maestoso giardino nel Marocco spagnolo, vicino alla costa atlantica. Approdato per caso a Rohuna, Pasti decide che è il luogo giusto in cui impiantare una sorta di Arca di Noè vegetale in cui mettere in salvo specie a rischio di estinzione. Con l’aiuto di un gruppo di ragazzi locali da lui istruiti, parte per questa missione e non si ferma davanti alla siccità, al vento, alle malattie, all’ostilità di chi vorrebbe portare nella zona il turismo di massa. Perduto in paradiso è la narrazione di una ricerca di sé e del felice compimento di questo obiettivo.

 

Umberto Pasti è nato il 5 Novembre 1957 a Milano. Dopo la laurea in filosofia della storia, ha collaborato con il Giornale, scrivendo di letteratura, di arte e costume. Ha fatto della natura del Nord Africa la protagonista di quasi tutti i suoi libri, a partire dal suo romanzo di esordio L'Età fiorita (2000). Ha scritto tra l'altro: L'Accademia del dottor Pastiche (2008), Giardini e no, Manuale di resistenza botanica (2010), Più felice del mondo (2011), Animali e no (2016).

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