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Un ponte di libri di Jella Lepman secondo Anna Patrucco Becchi

Un ponte di libri, il testamento spirituale di Jella Lepman, ora ripubblicato da Sinnos nella nuova traduzione di Anna Patrucco Becchi, si apre con il ritorno della protagonista in Germania nell’autunno del 1945. Ebrea, Jella era dovuta fuggire a Londra e ora accetta con riluttanza l’incarico della Forza d’occupazione americana di “Special Adviser for Women’s and Youth Affairs”. Arrivata in una Francoforte piena di macerie e colpita dall’abbandono in cui versano tanti bambini orfani, Jella decide di ripartire dai libri. Fa partire richieste rivolte a editori di tutto il mondo e organizza a Monaco nel 1946 una grande mostra. Questa costituisce il fondo iniziale della Internationale Jugendbibliothek, che dirige fino al 1957, senza ricoprire cariche istituzionali. Istituisce anche il premio “Hans Christian Andersen”, considerato il Nobel della letteratura infantile e fonda Ibby (International Board on Books for Young People), la principale istituzione internazionale dedicata allo studio e alla promozione della letteratura per bambini e ragazzi. Il libro documenta lo spirito di questa donna instancabile, il suo entusiasmo e la sua capacità di relazione. Tra gli incontri narrati, quello con Eleanor Roosvelt e quelli con importanti scrittori dell’epoca oltre che con bambini di ogni parte del mondo.

 

 

Jella Lepman nasce a Stoccarda il 15 maggio 1891, prima delle tre figlie dell’industriale ebreo Josef Lehmann e di sua moglie Flora. Suo cugino è il filosofo Max Horkheimer. Nel 1913 sposa Gustave Horace Lepman, che muore nel 1922 per le conseguenze delle ferite riportate in guerra, lasciando Jella vedova, poco più che trentenne, con due bambini. Nel 1936 fugge dalla Germania nazista e si rifugia a Londra, dove inizia a lavorare come giornalista per la BBC; nel 1945 rientra in Germania, per conto degli Stati Uniti, come “consulente particolare per i bisogni delle donne e dei bambini”. Nel 1946 inaugura a Monaco la “Mostra Internazionale di Libri per Bambini”, prima esposizione internazionale nella Germania del dopoguerra: circa 4.000 libri ricevuti tramite l’appello internazionale da lei inviato provenienti da 20 diverse Nazioni. Questi volumi costituiscono il primo nucleo della raccolta libraria della Jugendbibliothek, che dirige fino al 1957. Nel 1952 si fa promotrice della fondazione dell’IBBY (International Board on Books for Young People), la principale istituzione internazionale dedicata allo studio e alla promozione della letteratura per bambini e ragazzi. Nel 1957 lascia la direzione della biblioteca di Monaco e si trasferisce a Zurigo. Nel 1964 esce Die Kinderbuchbrücke: il racconto di una delle vicende culturali più significative del secondo dopoguerra europeo. Muore a Zurigo il 4 ottobre 1970.

Foto per concessione di Stiftung Internationale Jugendbibliothek.

 

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