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Allen Ginsberg, 10 poesie per la Beat Generation


America

[Incipit, traduzione Fernanda Pivano]

America ti ho dato tutto e ora non sono nulla.
America due dollari e ventisette centesimi 17 gennaio 1956.
Non posso sopportare la mia mente.
America quando finiremo la guerra umana?
Va' a farti fottere dalla tua bomba atomica.
Non sto bene non mi seccare.
Non scriverò la poesia finché non avrò la mente a posto.
America quando sarai angelica?
Quando ti toglierai i vestiti?
Quando ti guarderai attraverso la tomba?
Quando sarai degna del tuo milione di Trotzkisti?
America perché le tue biblioteche sono piene di lacrime?
America quando manderai le tue uova in India?
Sono stufo delle tue folli pretese.
 


Il 3 giugno del 1926 nasceva a Newark, New Jersey, il poeta Allen Ginsberg. Proveniva da una famiglia dell’alta borghesia statunitense di origine ebraica e dalle solide convinzioni democratiche, progressiste e filocomuniste. Già negli anni del liceo e degli studi universitari sviluppò un forte impulso alla ribellione e un grande interesse verso la sorte dei più deboli. Negli ambienti universitari incontrò artisti e scrittori che sarebbero divenuti personaggi chiave del clima intellettuale americano dell’epoca, quali Jack Kerouac e Neil Cassady, che insieme a lui avrebbero contribuito a formare la cosiddetta “beat generation”. Spesso stravolti dall’uso smodato di alcol e droghe, che divennero la loro vera e propria ossessione, ma in molti casi anche la loro ispirazione, questi artisti fecero della trasgressione, dell’attrazione verso la disubbidienza, il crimine e la pazzia l’oggetto della loro rappresentazione estetica.