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Ricordo di Giorgio Faletti, in 10 citazioni


L’uomo è uno e nessuno. Porta da anni la sua faccia appiccicata alla testa e la sua ombra cucita ai piedi e ancora non è riuscito a capire quale delle due pesa di più. Qualche volta prova l’impulso irrefrenabile di staccarle e appenderle a un chiodo e restare lì, seduto a terra, come un burattino al quale una mano pietosa ha tagliato i fili.
(da Io Uccido, Baldini&Castoldi, 2002) 


Dagli esordi al Derby di Milano fino ai grandi successi editoriali, Giorgio Faletti ha saputo accarezzare la vita (e l’arte) con una leggerezza che qualcuno ha definito “calviniana”. «Andare a caccia di ricordi non è mai un bell’affare», scriveva nei suoi libri. Noi non gli abbiamo dato retta, e abbiamo provato a dipingere un ritratto dai contorni - necessariamente sfumati - della sua complessa personalità, prendendo in prestito le sue stesse parole.