Seguici    
Accedi

Effettua il LOGIN

Hai dimenticato la password?
REGISTRATI ADESSO!

oppure accedi tramite...

 

A 30 anni dall`Heysel. Racconti e memoria

29 maggio 1985. Stadio Heysel di Bruxelles. Finale di Coppa dei Campioni fra Juventus e Liverpool. Un'ora prima del fischio di inizio i tifosi inglesi sono già fuori controllo e inseguono i supporters della Juventus fino all’estremità degli spalti. Le reti metalliche di separazione sono basse e fragili, i tifosi italiani a loro più prossimi non fanno parte della tifoseria organizzata e sono impreparati alla tattica del "take an end", l'assalto alla curva in stile hooligan. Si fanno prendere dal panico e si ammassano nell’angolo più lontano e basso del Settore Z, schiacciati l’uno sull’altro contro un muro. Il muro crolla.
Rimangono uccise 39 persone, di cui 33 italiani. I feriti saranno oltre 600.
Per mantenere calma la folla la partita si giocherà comunque, vincerà la Juve su rigore di Platini. Tardelli riassumerà bene lo stato d'animo suo e dei compagni: "Non l’ho mai sentita mia come Coppa quella del 1985; una sconfitta per il calcio, lo sport e non solo. Chiedo scusa a tutti”.
Tra i ricordi di Emilio Targia, che in quello stadio c'era, il reportage narrativo di Gian Luca Favetto e Anthony Cartwright e i ricordi di bambino di Mario Desiati, lo Speciale di Rai Letteratura dedicato ai trent'anni del giorno in cui un campo di calcio si trasformò in teatro di guerra e cimitero.