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Curzio Malaparte: un intellettuale indipendente

Curzio Malaparte (1898-1957), il cui vero nome era Kurt Erich Suckert, è stato scrittore, saggista, poeta e giornalista.

Dalle sue esperienze di giornalista al fronte durante la seconda guerra mondiale sono nate le sue opere più celebri, i due romanzi Kaputt (1944) e La pelle (1949), e Maledetti toscani (1956), caratterizzati da uno stile al contempo neorealista e grottesco.

In particolare La pelle, probabilmente il suo lavoro più noto, racconta gli anni dell'occupazione degli alleati in Italia e soprattutto a Napoli dal 1943 al 1945, con uno stile così disincantato e feroce (fu messo al bando dal Vaticano nel 1950), che Malaparte fu spesso paragonato a Luis-Ferdinand Céline.

In questo speciale dedicato allo scrittore vi proponiamo un approfondimento di Antonio Spinosa e Massimo Fini sul suo complesso rapporto con la politica italiana (prima fascista poi sempre più critico nei confronti del regime fino ad essere mandato al confino nell’isola di Lipari nel 1933 per cospirazione antifascista); il ricordo di Carlo Ludovico Bragaglia con cui condivise una profonda amicizia e molti viaggi a Napoli; e un’intervista agli scrittori Rita Monaldi e Francesco Sorti, finalisti al Premio Strega 2017 proprio con il libro Malaparte, Morte come me, nel quale hanno raccontato tre momenti della vita di Malaparte: la sua permanenza a Capri nell’agosto del 1939, la sua terribile esperienza in prima linea nel 1918 a Bligny e l’agonia nella clinica romana Sanatrix nel 1957.

Buona visione.